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Parroco ucciso: 30 anni a l’assassino

Edizione del: 30 ottobre 2013

E’ stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio a scopo di rapina  l’assassino Antonio Incandela, il 32enne, manovale, reo confesso di aver ucciso don Michele Di Stefano, il 79enne parroco della frazione di Ummari, ucciso a bastonate nella canonica della parrocchia “Gesù, Maria e Giuseppe” il 26 febbraio scorso.

Incandela, che non era in aula, è stato giudicato con rito abbreviato.

Il giudice ha escluso la premeditazione. Il Pm Massimo Palmeri aveva chiesto l’ergastolo.

L’imputato è stato anche condannato a risarcire i familiari della vittima, costituitisi parte civile.

Il difensore, Orazio Rapisarda, ha preannunciato appello.

Al momento del suo arresto, il 17 aprile scorso, Incandela aveva affermato di aver agito per “dare una lezione” al prete perchè irritato dalle sue omelie, ma non di volerlo uccidere.

In seguito aveva sostenuto di essere stato molestato dal sacerdote quando era ragazzino.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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