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Papa:”Vietate chiacchiere in Vaticano”

Edizione del: 29 settembre 2013

Papa Francesco, durante l’omelia della Messa presieduta ieri mattina, sabato 28 settembre, al cospetto del Corpo della Gendarmeria Vaticana, la Polizia del Vaticano, in occasione della festa per il loro patrono, celebrata alla Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani, ha dato loro un compito ben preciso: “Difendete il Vaticano dalla zizzania delle chiacchiere”.

Il Pontefice ha ricordato che le “chiacchiere” sono una “lingua vietata” in Vaticano, perché è una lingua che genera il male.

Nella rocca del Vaticano, il male ha un passaggio attraverso il quale s’insinua per spargere il suo veleno: è la “chiacchiera”, quella che porta l’uno a parlare male dell’altro e distrugge l’unità.

E dal contagio di questa “zizzania” nessuno è immune.

“Qualcuno di voi potrà dirmi: ‘Ma, Padre, noi come c’entriamo qui col diavolo? – ha proseguito il Papa rivolgendosi ai suoi poliziotti – Noi dobbiamo difendere la sicurezza di questo Stato, di questa città: che non ci siano i ladri, che non ci siano i delinquenti, che non vengano i nemici a prendere la città’. Ma, anche quello è vero, ma Napoleone non tornerà più, eh? Se ne è andato. E non è facile che venga un esercito qui a prendere la città. La guerra oggi, almeno qui, si fa altrimenti: è la guerra del buio contro la luce; della notte contro il giorno”.

“C’è una tentazione”, ha aggiunto il Pontefice, “ma io vorrei dirla, la dico così per tutti, anche per me, per tutti, però è una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità, quando le insidie vanno proprio contro l’unità di quelli che vivono e lavorano in Vaticano. E il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale, no? E’ una guerra che non si fa con le armi, che noi conosciamo: si fa con la lingua”.

Una lingua armata appunto dalle “chiacchiere”, sorta di veleno dal quale Papa Francesco mette costantemente in guardia.

E questo è ciò “che chiedo a voi”, incalza quindi il Papa all’indirizzo dei Gendarmi, “di difenderci mutuamente dalle chiacchiere”.

“Chiediamo a San Michele – ha concluso Francesco – che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere. E se io sento che qualcuno chiacchiera, fermarlo. ‘Qui non si può: gira la porta di Sant’Anna, va fuori e chiacchiera là! Qui non si può’ … è quello, eh? Il buon seme sì: parlare bene uno dell’altro sì, ma la zizzania no!”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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