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Papa vuole Mamma Antula Beata

Edizione del: 2 settembre 2013

Papa Bergoglio informando il destinatario di aver “fatto già varie gestioni presso la Congregazione per le Cause dei Santi” per Maria Antonia de Paz y Figueroa, conosciuta come Mamma Antula, laica che fondò la Casa degli Esercizi Spirituali a Buenos Aires, ha scritto: “desidero anch’io la rapida Beatificazione di Maria Antonia”.

La lettera manoscritta l’ha ricevuta alcuni giorni fa una discendente della candidata agli altari, Luisa Sanchez Sorondo, che il Papa aveva già incontrato a Roma il 19 marzo, il giorno della Messa di inizio del Pontificato.

Quel giorno, si vede Francesco che solleva e bacia suo figlio di poco più di 1 anno di età.

Luisa Sanchez Sorondo in questi giorni si trova a Santiago del Estero, la provincia dove visse Maria Antonia.

“Siamo venuti soprattutto per fare quello che ci ha chiesto, il Pontefice: diffondere la Causa”.

L’interessamento di un Papa per un probabile futuro Santo non è inusuale.

Papa Benedetto XVI nel maggio 2010 ha firmato il  Decreto di Venerabilità, riconoscendo le virtù eroiche di Mama Antula.

Maria Antonia de Paz y Figueroa, questo il nome di battesimo come risulta nel registro civile, è una laica consacrata che ha passato la vita in una povera regione del nord-est argentino promuovendo esercizi spirituali.

Sin da giovane, ancora quindicenne, “Mama Antula” si avvicina ai missionari della Compagnia di Gesù che si trovavano a Santiago del Estero e con loro si dedica a organizzare esercizi spirituali secondo lo spirito ignaziano.

Le cronache allegate ai materiali della Causa di Beatificazione annotano che riunì attorno a sé un gruppo di ragazze che facevano vita comune, pregavano, realizzavano opere di carità e collaboravano con i sacerdoti Gesuiti.

In poco tempo “Mama Antula” organizzò 8 gruppi di 300 persone indigenti ciascuno, che manteneva con le elemosine.

Quando i Gesuiti vennero espulsi dall’Argentina, nel 1767, “Mama Antula” percorse l’intero nord argentino – San Luis, Jujuy e Cordoba – prendendosi cura delle loro opere.

Portava con sé solo una Croce di legno, simbolo di austerità e amore a Cristo.

In una lettera del 1788, Ambrosio Funes, Viceré di Navarra e Capitano Generale di Cuba e della Catalogna, annotò che in 8 anni “Mama Antula” aveva fatto esercizi spirituali per 70.000 persone.

Di qui la necessità di ottenere una casa dedicata alla predicazione; il proposito si realizzò quando la futura Beata ottenne 3 parcelle di terreno in donazione, sui quali edificò la prima casa di esercizi.

L’importanza assegnata agli esercizi dal Vescovo di Buenos Aires in quegli anni, Monsignor Sebastian Malvar y Pinto, è all’origine di una sua disposizione al Clero, quella che “nessun Seminarista venisse ordinato senza che prima la Beata certificasse il comportamento del medesimo negli esercizi”.

Veniva assegnato a Maria Antonia un ruolo significativo nella Chiesa argentina di allora.

Nel 1779 “Mama Antula” parte per Buenos Aires dove vive 20 anni e fonda la locale Casa degli Esercizi Spirituali, tuttora esistente e funzionante.

Le cronache annotano che era molto devota a San Gaetano, il Santo del pane e del lavoro, e a San Giuseppe.

Muore il 7 marzo del 1799 nella stessa casa che aveva creato.

Le spoglie sono oggetto di venerazione nella Chiesa di Nuestra Senora de la Piedad della capitale.

Appena sarà riconosciuto dalla Congregazione Vaticana un suo miracolo potrà essere proclamata Beata.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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