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Papa: Vangelo no attentato libertà

Edizione del: 13 agosto 2013

Nel suo Messaggio per l’87ma Giornata Missionaria Mondiale, datato 19 maggio, ma diffuso martedì dalla Sala Stampa Vaticana, Papa Francesco ha fissato i punti della sua visione di una Chiesa che annuncia “con coraggio” il Vangelo nel mondo di oggi, “uscendo dal proprio recinto” per portare la fede anche nelle “periferie”.

Diffondere “la verità del Vangelo” non significa “fare violenza alla libertà”.

La Chiesa non è “un’Organizzazione assistenziale, un’impresa, una Ong”, ma una comunità che deve avere al centro la propria “dimensione missionaria”.

Anche perché oggi la fede Cristiana risponde al bisogno dell’uomo di una “luce sicura” in questo tempo di crisi e di conflitti.

“Spesso l’opera di evangelizzazione – avverte Francesco – trova ostacoli non solo all’esterno, ma all’interno della stessa comunità Ecclesiale. A volte sono deboli il fervore, la gioia, il coraggio, la speranza nell’annunciare a tutti il Messaggio di Cristo e nell’aiutare gli uomini del nostro tempo ad incontrarlo”.

A volte “si pensa ancora che portare la verità del Vangelo sia fare violenza alla libertà”, ricorda Bergoglio, che a tale proposito cita il Paolo VI – di cui martedì ricorrevano i 35 anni della morte – della “Evangelii Nuntiandi”, secondo cui proporre agli altri la “verità Evangelica” nel “rispetto assoluto delle libere opzioni” è “un omaggio” alla loro libertà.

“Dobbiamo avere sempre il coraggio e la gioia di proporre, con rispetto, l’incontro con Cristo, di farci portatori del suo Vangelo”, insiste Bergoglio.

Il Papa punta l’attenzione anche sul fatto che oggi “viviamo in un momento di crisi che tocca vari settori dell’esistenza, non solo quello dell’economia, della finanza, della sicurezza alimentare, dell’ambiente, ma anche quello del senso profondo della vita e dei valori fondamentali che la animano”.

“Anche la convivenza umana – sottolinea il Pontefice – è segnata da tensioni e conflitti che provocano insicurezza e fatica di trovare la via per una pace stabile”.

E di fronte alle “nubi minacciose” che percorrono “l’orizzonte del presente e del futuro”, secondo Bergoglio diventa “ancora più urgente portare con coraggio in ogni realtà il Vangelo di Cristo”, che è annuncio “di speranza, di riconciliazione”, della capacità dell’amore Divino di “vincere le tenebre del male e guidare sulla via del bene”.

“L’uomo del nostro tempo – spiega il Papa – ha bisogno di una luce sicura che rischiara la sua strada e che solo l’incontro con Cristo può donare”.

E da questo punto di vista, “la missionarietà della Chiesa non è proselitismo”, bensì “testimonianza di vita che illumina il cammino, che porta speranza e amore”.

Francesco ripete anche che la Chiesa non è né “un’Impresa” né “una Ong” ma una comunità che deve “condividere il messaggio di salvezza che il Signore ci ha portato”.

Dopo aver incoraggiato l’opera dei Missionari e anche lo scambio sacerdoti, Religiosi e laici con le Chiese che ne hanno necessità, Bergoglio si sofferma infine sui Cristiani che, “in varie parti del mondo, si trovano in difficoltà nel professare apertamente la propria fede e nel vedere riconosciuto il diritto a viverla dignitosamente”.

“Non pochi rischiano anche la vita per rimanere fedeli al Vangelo di Cristo”, conclude Bergoglio, assicurando la sua vicinanza “con la preghiera alle persone, alle famiglie e alle comunità che soffrono violenza e intolleranza”.


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