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Papa: no a fiction su di me

Edizione del: 23 dicembre 2013

Ettore Bernabei e suo figlio Luca, Amministratore Delegato Lux Vide, hanno incontrato nei giorni scorsi Papa Francesco, interessatosi alla storia della Casa di Produzione voluta 20 anni fa da un gruppo di Imprenditori – tra gli altri Falck, Merloni, Arvedi, Bazoli, Capaldo e Pesenti – per promuovere fiction “etiche” destinate all’ascolto delle famiglie.

Secondo il Corsera, Papa Francesco ha raccontato di essere profondamente preoccupato dalla questione dei contenuti televisivi, così come ha espresso preoccupazione per internet e la comunicazione “viralizzata”; pur senza entrare in dettagli o esempi, la comunicazione audiovisiva è un tema che Bergoglio ha detto di seguire con “attenzione e inquietudine” e anche per questo, forse, ha deciso che a breve potrebbe incontrare in Vaticano attori, registi e sceneggiatori di tutto il mondo.

Tra le fiction per cui Papa Francesco ha mostrato più interesse, quella su San Filippo Neri, interpretato da Gigi Proietti, il Santo della gioia e dell’aiuto ai ragazzi in difficoltà, e giusto domenica 15 dicembre, nell’Angelus, il Papa si è soffermato sulla “Chiesa che è la casa della gioia”; la conversazione è poi passata alle fiction sulla figura di Maria, “Guerra e Pace” e “Anna Karenina”, e il Pontefice ha detto a Bernabei che bisogna “perseverare in un lavoro che mostri all’uomo la bellezza che è specchio di Dio”.

Dal canto suo, Bernabei ha rivelato che Terence Hill, don Matteo, Elena Sofia Ricci, Suor Angela in Che Dio ci aiuti, e Alessandro Preziosi, sarà don Peppe Diana, “sono stati fortemente toccati dai personaggi testimoni di fede che hanno portato sullo schermo”, e che da ogni parte del mondo, alla Lux Vide, arrivano richieste per una fiction sulla giovinezza di Bergoglio e sull’Argentina di Peròn.

Ad esempio, è di pochi giorni fa la notizia che il produttore Pietro Valsecchi inizierà presto a girare un film su Papa Francesco, con protagonista preferito Antonio Banderas: il Papa ha detto di essere a conoscenza di simili progetti, pur facendo capire che non gli sono graditi, dichiarandosi invece contento per il progetto su Sant’Ignazio di Loyola, che servirà a “rimuovere quella patina di uomo inquisitore, laddove Sant’Ignazio fu un credente di grande spirito, pietà, e di enorme modernità che fu capace di costruire un esercito di sacerdoti colti e formati che nei secoli è sempre stato al fianco della Chiesa”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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