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Papa: Musulmani nostri fratelli

Edizione del: 22 agosto 2013

Recentemente Papa Francesco  ha pronunciato parole che possono segnare una svolta nel rapporto tra Chiesa Cattolica e Islam.

I Musulmani, ha detto all’Angelus di domenica 11 agosto,  sono “nostri fratelli”, e con loro i Cristiani devono coltivare “il reciproco rispetto”.

Una svolta che si concretizza anche nei termini utilizzati, negli appellativi: un Papa che si rivolge ai Musulmani con una denominazione così diretta ed esplicita – “nostri fratelli” – era pressoché impensabile anche solo fino al recente passato.

E per Bergoglio è questo il modo per fare appello a un nuovo corso di dialogo e di pace, che deve fondarsi sull’ “educazione” dei giovani.

“Come ho scritto nel mio Messaggio – ha detto il Papa ai fedeli radunati in Piazza San Pietro -  auguro che Cristiani e Musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l’educazione delle nuove generazioni”.

Il Pontefice ha fatto riferimento al messaggio agli Islamici per la fine del Ramadan e per la festa dell’Eid al-Fitr, pubblicato il 2 agosto scorso, che ha voluto firmare personalmente “come espressione di stima e di amicizia per tutti i Musulmani”: un fatto anche questo al di fuori della tradizione che voleva l’annuale messaggio inviato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Nel documento, oltre a soffermarsi sul tema della promozione del “mutuo rispetto” tra Cristiani e Musulmani attraverso l’educazione dei giovani, il Papa ricordava anche la scelta del suo nome Pontificale, Francesco, ispirata a “un Santo molto famoso, che ha amato profondamente Dio e ogni essere umano, al punto da essere chiamato fratello universale”.

L’atteggiamento di Bergoglio punta al superamento di ogni incomprensione tra le religioni – e con i Musulmani negli ultimi anni gli “incidenti” non sono mancati – con espressioni e modalità di autentica “fratellanza”.

Aveva colpito, nel viaggio a Lampedusa dell’8 luglio scorso, il suo rivolgersi durante la Messa “ai cari immigrati Musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali”: un modo del tutto inedito per un Capo della Chiesa Cattolica di augurare ad altri credenti la crescita nella loro fede.

Un segno di rispetto assoluto.

“La Chiesa vi è vicina – aveva poi detto il Papa agli immigrati Islamici – nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie”.

Proprio le tragedie dell’immigrazione, tra l’altro, che riguardano tante persone di fede Islamica, sono sempre al centro dei pensieri del Papa.

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