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Papa: leggo Paolo VI perché fa bene

Edizione del: 23 giugno 2013

Papa Francesco salutando i 5mila fedeli della diocesi di Brescia in Pellegrinaggio a Roma per ricordare il 50esimo anniversario dell’elezione di Papa Montini ha detto: “Cari amici, ritrovarci nel nome del Venerabile Servo di Dio Paolo VI ci fa bene!”.

“Personalmente – ha confidato loro – torno sempre a rileggere i discorsi di Paolo VI, specialmente quello a Manila e quello Nazareth, che sono stati decisivi per la mia vita spirituale. Ci torno sempre perché mi fanno bene”.

E, ha aggiunto: la “Evangelii Nuntiandi per me è il documento Pastorale più importante che sia stato scritto fino a oggi”.

Con la “grande ispirazione” di Paolo VI la Chiesa anche oggi è chiamata a dire sì e amare, Dio e l’uomo, l’uomo di carne e a uscire da se stessa.

Il Papa, dopo il saluto del Vescovo di Brescia Luciano Monari, ha riflettuto su Papa Montini grazie a “tre elementi”: Paolo Vi “testimone in anni difficili”; il suo “amore per la Chiesa, appassionato e di tutta una vita” e il suo “amore per l’uomo”.

Il Papa ricorda che le domande che si è posto Paolo VI sulla Chiesa valgono anche oggi, “siamo tutti responsabili delle risposte e dovremmo chiederci: siamo veramente Chiesa unita a Cristo, per uscire e annunciarlo a tutti, anche e soprattutto a quelle che io chiamo ‘le periferie esistenziali’, o siamo chiusi in noi stessi, nei nostri Gruppi?”.

Paolo VI è stato un “grande Pontefice” che ha saputo testimoniare, in anni difficili, la fede in Gesù Cristo”.

“Gesù – ha rilevato il Pontefice, è più che mai necessario all’uomo di oggi, perché nei ‘deserti’ della città secolare Lui ci parla di Dio, ci rivela il suo volto”.

Papa Montini, ha detto ancora il Papa, ha amato per “tutta la vita” la Chiesa “con un amore appassionato” e “questo è il cuore di un vero Pastore, di un autentico Cristiano, di un uomo capace di amare: Paolo VI aveva una visione ben chiara che la Chiesa è una madre che porta Cristo e porta a Cristo”.

“Cari amici – ha domandato ad alta voce Bergoglio rivolto ai 5mila fedeli di Brescia – e noi: abbiamo lo stesso amore a Cristo? E’ il centro della nostra vita? Lo testimoniamo nelle azioni di ogni giorno?”

Francesco ha ricordato anche “l’amore di Papa Montini alla Chiesa: un amore appassionato, l’amore di tutta una vita, gioioso e sofferto, espresso fin dalla sua prima Enciclica, Ecclesiam suam”.

“Paolo VI – ha ricordato – ha vissuto in pieno il travaglio della Chiesa dopo il Vaticano II, le luci, le speranze, le tensioni. Ha amato la Chiesa e si è speso per lei senza riserve. In proposito, Bergoglio ha citato il commovente Pensiero alla morte” di Montini, cioè il testamento spirituale nel quale il Papa bresciano scriveva della Chiesa: “Vorrei abbracciarla, salutarla, amarla in ogni essere che la compone, in ogni Vescovo e Sacerdote che la assiste e la guida, in ogni anima che la vive e la illustra”.

E si rivolgeva alla Chiesa stessa con queste parole: “Ricevi col mio benedicente saluto il mio supremo atto di amore!”.

“Questo – ha osservato Papa Francesco – è il cuore di un vero Pastore, di un autentico Cristiano, di un uomo capace di amare! Paolo VI aveva una visione ben chiara che la Chiesa è una Madre che porta Cristo e porta a Cristo”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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