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Papa incontra Corpo Diplomatico

Edizione del: 14 gennaio 2014

Ieri mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha pronunciato il primo discorso annuale del suo Pontificato ai membri del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede.

Nel ringraziare il Decano, Ambasciatore Jean-Claude Michel del Principato di Monaco, il Papa ha ricordato l’Ambasciatore Alejandro Valladares Lanza, dell’Honduras, per diversi anni Decano del Corpo Diplomatico, mancato alcuni mesi fa.

Attualmente la Santa Sede intrattiene relazioni diplomatiche con 180 paesi, ai quali bisogna aggiungere l’Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta ed una Missione a carattere speciale, quella dello Stato di Palestina.

Per quanto riguarda le Organizzazioni Internazionali, la Santa Sede è presente all’O.N.U. in qualità di “Osservatore Permanente” ed è membro di diverse Organizzazioni e Agenzie del sistema O.N.U., Osservatore in alcune e Membro ed Osservatore in diverse Organizzazioni regionali.

Nel suo discorso Papa Francesco ha ricordato che l’anno appena conclusosi è stato particolarmente denso di avvenimenti non solo nella vita della Chiesa, ma anche nell’ambito dei rapporti che la Santa Sede intrattiene con gli Stati e le Organizzazioni internazionali ed ha citato l’allacciamento delle relazioni diplomatiche con il Sud Sudan, la la firma di accordi, di base o specifici, con Capo Verde, Ungheria e Ciad, e la ratifica di quello con la Guinea Equatoriale sottoscritto nel 2012.

Papa Francesco ha anche sottolineato che nell’ambito regionale è cresciuta la presenza della Santa Sede, sia in America centrale, dove essa è diventata Osservatore Extra-Regionale presso il Sistema de la Integración Centroamericana, sia in Africa, con l’accreditamento del primo Osservatore Permanente presso la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale.

Successivamente il Papa si è soffermato sulle problematiche del mondo attuale: la famiglia, i conflitti in Medio Oriente, in Siria, Egitto e Libano e la vita dei cristiani in questa regione del mondo ed ha ricordato la drammatica situazione in alcuni paesi dell’Africa, come la Nigeria, la Repubblica Centroafricana, il Mali, il Sud Sudan.

Il Papa ha sottolineato la necessità di ricostituire un clima di riconciliazione e di pace in diverse nazioni dell’Asia come la Corea.

Altro tema centrale è stato quello delle moltitudini obbligate a fuggire dal loro paese a causa della carestia, della violenza e degli abusi, specialmente nel Corno d’Africa e nella Regione dei Grandi Laghi, senza dimenticare i migranti che dall’America Latina si recano negli Stati Uniti e i migranti dell’Africa e del Medio Oriente che cercano rifugio in Europa.

La “cultura dello scarto”, sia di persone che di alimenti o beni superflui, la preoccupazione per l’ambiente sono state le altre problematiche affrontate dal Papa nel suo discorso.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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