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Papa Francesco ce la farà?

Edizione del: 5 ottobre 2013

Del Pontificato finora trionfante di Jorge Mario Bergoglio, visto dall’ottica del popolo – credenti e agnostici – dei media e della storia, si è parlato a Roma durante la presentazione di “Fratelli e sorelle, buona sera”, di Fabio Zavattaro.

Il libro con accuratezza e precisione, e senza enfasi, racconta i primi gesti e parole del nuovo Papa, e segnala anche alcuni testi preziosi, come il discorso che l’Arcivescovo di Buenos Aires fece nelle Congregazioni Generali pre-Conclave.

Tra i motivi del “successo” del Pontefice, secondo Alberto Melloni la “prossimità del prete” che ha “trasportato la Città del Vaticano in parrocchia”, “convinto che questo sia il livello in cui può rimanere se stesso”.

Il suo essere latinoamericano, osserva Melloni, “non è nel senso calcistico che ci immaginiamo”: la sua condanna dei massacri in Siria nasce un “antiamericanismo istintivo , di fondo, basilare, che nessun europeo o occidentale come noi, che gli Usa hanno liberato dai Nazisti, riuscirebbe ad esprimere”.

La “sua povertà non è avere poche cose”, ma “avere solo il Vangelo”.

Così, se i Vescovi “non riescono a bergogliozzizzarsi, ci riescono invece i preti, che per la prima volta possono fare i Papi”.

Con Bergoglio cioè si realizza anche un legame “affettivo” tra il Pastore e le persone, che è dei nostri preti, “in genere onesti e che vivono con poco”.

La Chiesa si fa prossima, e diventa quella che tutti sognavano.

Dopo una ampia carrellata sull’essere Gesuita del Papa, la discussione è confluita sul tema critico della collegialità, auspicata dal Concilio Vaticano II, che non è una specie di democratizzazione delle decisioni dell’Imperatore-Papa, ma è capacità di esprimere l’identità della Chiese Particolari in quella Universale.

“Una Ecclesiologia di tipo universalista invece – ha commentato Melloni – ha fatto perdere alla Chiesa tante ricchezze”, come quelle che dall’America Latina Bergoglio ha fatto irrompere in questi mesi, dopo averle vissute nella sua vita precedente.

“Ce la farà Papa Francesco?” è la domanda che fedeli e popolo pongono più frequentemente ai cronisti.

“Ce la farà Papa Francesco – è la domanda che più preme allo Storico – a non diventare l’ennesimo Papa che non riesce ad applicare la collegialità ed essere invece il primo Papa che la realizza?”.

“Ho qualche fiducia – è la risposta dello Storico del Cristianesimo Alberto Melloni – che Papa Francesco ce la faccia e che il suo G8 non sia semplicemente la solita commissione consultiva in cui si formula qualche consiglio” destinata a finire lì.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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