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Papa dovrà ridimere guerra arazzi

Edizione del: 28 gennaio 2014

Approda in Vaticano, all’attenzione di Papa Francesco, la querelle decennale che vede contrapposti il Cardinale-Arcivescovo di Madrid, Mons. Antonio Maria Rauco Varela, e l’Associazione “Santa Rita da Cascia”, i quali si contendono la proprietà di 23 arazzi fiamminghi dei secoli XVI e XVII, valutati oltre 2 milioni di euro.

La vicenda è già stata oggetto di 2 sentenze contrastanti da parte della Magistratura spagnola e, in attesa che si pronunci la Corte Suprema, la Presidente dell’Associazione, Rosa Barranco, ha pensato bene di avviare una petizione che, forte di 107mila firme raccolte attraverso il sito www.change.org, chiede al Papa di dirimere la questione.

Il grosso faldone di firme e documenti, anche testamentari, è stato consegnato alla Prefettura degli Affari Economici del Vaticano.

“I soldi della Chiesa devono essere utilizzati per la carità”, sostiene la Barranco accusando apertamente il Cardinale di volersi impossessare degli arazzi per arredare la Cattedrale dell’Almudena.

Tesori, che, invece, appartengono all’Associazione Religiosa, fondata nel 1834 da Isabella II; li ricevette in dono nel 1869 dalla Nobildonna Victoriana Oliva affinché fossero esposti al pubblico e, con il ricavato delle visite, venissero aiutate le donne maltrattate.

“Invece siamo costretti ad andare per Tribunali”, si lamenta la Barraco.

Sulla vicenda vi sono già 3 sentenze: del Tribunale della Segnatura del Vaticano, che dà ragione al Cardinale Rauco; di un Tribunale spagnolo, pro Associazione che sostiene la non validità della sentenza della Segnatura perché la “Santa Rita” è civile e non può essere soggetta al Diritto Canonico; e una terza, da parte della Corte spagnola, che ribalta la situazione.

Rita Barraco si augura che ci pensi Papa Francesco a mettere le cose a posto: “Da qualche mese Rauco non è più Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola – evidenzia -. Quando nel 2002, con un atto di forza, dichiarò estinta l’Associazione, che invece continua a vivere, lo fece disobbedendo alle Gerarchie Ecclesiastiche e non consultando i soci. A lui gli arazzi servono per addobbare la Cattedrale, a noi per portare avanti le opere di carità”.

Nel frattempo, il piccolo tesoro continua a occupare i saloni della Fabbrica reale di tappeti dove è stato avviato un programma di restauro, con fondi pubblici, che ha già interessato 9 dei 23 arazzi.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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