Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Papa chiama ex allievo

Edizione del: 14 luglio 2013

Di seguito le parole di Papa Francesco che ha descritto così Benedetto XVI allo Scrittore Jorge Milia, suo ex allievo dei tempi in cui il futuro Pontefice insegnava Letteratura e Psicologia. Milia ha raccontato di aver ricevuto la telefonate in risposta a una sua missiva.

“Non ti immagini l’umiltà e la saggezza di quest’uomo”.

“Dodici pagine. Una lettera di dodici pagine!”, si è lamentato Francesco all’inizio della conversazione.

“Ma non puoi negare che ti ho fatto ridere…”, gli ha replicato l’ex allievo, che poi ha detto al Papa di aver iniziato a leggere l’Enciclica “Lumen Fidei”.

“Lui ha declinato ogni merito personale. Ha commentato che Benedetto XVI aveva fatto la maggior parte del lavoro, che era un pensatore sublime, non conosciuto o capito dalla maggior parte delle persone”, ha riferito Milia.

“Oggi ero con ‘el viejo’, l’ha chiamato così, all’argentina, con quel carattere affettuoso che diamo alla parola. ‘Abbiamo chiacchierato molto; per me è un piacere scambiare idee con lui’”, ha aggiunto Bergoglio, nel racconto di Milia.

“Allora tienilo vicino”, gli ha ribattuto l’ex allievo.

“Non ci penso nemmeno a rinunciare al consiglio di una persona del genere, sarebbe sciocco da parte mia!”, ha risposto il Pontefice, che annota Milia, “davvero quando parla di Ratzinger lo fa con riconoscenza e tenerezza”.

“A me – sottolinea l’Intellettuale – fa un po’ l’effetto di uno che ha ritrovato un vecchio amico, un ex compagno di classe, di quelli che si fanno vedere di tanto in tanto, che a scuola frequentavano uno o due corsi dopo il nostro e che in qualche modo ammiravamo, magari con le differenze che il tempo aveva levigato, ammorbidito”.

“Gli ho detto che la differenza tra loro era che la gente a lui lo vedeva più umano, lo poteva toccare, gli poteva parlare”, ha confidato ancora l’interlocutore di Papa Francesco.

“E come no? Certo, lo devono poter fare! E’ mio dovere ascoltarli, confortarli, pregare con loro, stringergli le mani perché sentano che non sono soli”, ha risposto ancora il Pontefice che ha detto anche di aver faticato un po’ per riuscire a farlo accettare da tanti che gli stanno attorno.

“Si è messo a ridere di nuovo – ha scritto Milia – quando gli ho detto che se i miei nonni Carrara fossero vivi e venissero a sapere che gli sto dando del tu, smetterebbero di pregare per me e mi considererebbero definitivamente perduto. Loro avevano l’idea di un Papa inaccessibile, distante, la stessa immagine dei loro genitori e nonni”.

Al che Francesco ha ripetuto : “Non è stato facile, Jorge, qui ci sono molti ‘padroni’ del Papa e con molta anzianità di servizio”.

Al giornalista e scrittore suo ex alunno, Bergoglio ha detto anche che ogni cambiamento introdotto gli è costato degli sforzi e la cosa più difficile – ha confessato – è stata di non accettare che gli gestissero l’agenda.

“Sono io che decido chi vedere, non i miei Segretari…”.

“Alla fine – ha concluso Milia – mi ha chiesto, come sempre, di pregare per lui. A dir la verità stavamo ancora parlando e non volevo essere io a dare per terminata la conversazione, quando, all’improvviso, mi ha detto: Beh, ci vediamo, o meglio ti leggerò. Non darti troppe arie, Jorge, ti ha solo parlato un amico. Ciao. Stai bene… e prega per me”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login