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Papa a suo Elemosiniere: vai tra i poveri

Edizione del: 6 ottobre 2013

Il Papa si è rivolto così al suo nuovo Elemosiniere, il polacco Konrad Krajewski:“Non sarai un Vescovo da scrivania. Ti voglio sapere sempre tra la gente, in aiuto dei poveri”.

Il nuovo Arcivescovo, da quando è stato consacrato, qualche settimana fa, e chiamato a questo nuovo incarico, gira in lungo e in largo città e periferie per portare la solidarietà del Pontefice.

“Mi riempie di gioia sapere che quando ora abbraccio uno di questi nostri fratelli più sfortunati gli trasmetto tutto il calore, tutto l’amore e tutta la solidarietà del Papa. E lui, Papa Francesco, spesso me ne domanda conto. Vuole sapere”, spiega l’ex Cerimoniere Pontificio ora Arcivescovo della Famiglia Pontificia.

Prima di arrivare in Italia, Monsignor Krajewski era stato per 1 anno anche Cappellano in un Istituto psichiatrico di Łodź.

Gli è sembrato dunque naturale proseguire questa esperienza a Roma, presso il Policlinico Umberto I.

Nel tempo libero si recava in diverse Case di Cura, soprattutto laddove erano ricoverati anziani, “molti dei quali – dice – abbandonati dai familiari”.

Continua a farlo anche ora, ma stavolta a nome di Papa Francesco.

“Me lo ha ripetuto pubblicamente – dice Krajewski – durante l’Udienza che ha concesso a me e ai miei familiari il giorno dopo l’Ordinazione Episcopale: fare l’Elemosiniere significa soprattutto esercitare una carità che va oltre le mura. Mi ha chiesto espressamente di non restare dietro la scrivania a firmare pergamene – quelle che testimoniano la Benedizioni Papali e che competeno all’Elimosiniere - ma di andare incontro ai poveri, ai bisognosi, nel corpo e nello spirito”.

“Il Papa – racconta ancora l’Elemosiniere – vuole che prenda direttamente contatto con loro, che li incontri nelle loro realtà esistenziali, nelle mense, nelle case di accoglienza, nelle case di riposo o negli ospedali. Se qualcuno chiede aiuto per pagare una bolletta, è bene che io vada, se possibile, a casa sua a portare materialmente l’aiuto, per fargli capire che il Papa, attraverso l’Elemosiniere, gli è vicino; se qualcuno chiede aiuto perché è solo e abbandonato, devo correre da lui e abbracciarlo per fargli sentire il calore del Papa, dunque della Chiesa di Cristo. Vorrebbe farlo personalmente, come faceva a Buenos Aires ma non può. Per questo vuole che io lo faccia per lui”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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