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Papa a Religiosi: non ingessare carismi

Edizione del: 16 giugno 2013

Papa Francesco nell’omelia di mercoledì alla Domus Santa Marta, dove ha celebrato per i Collaboratori della Congregazione per i Religiosi, guidati dal Cardinale Joao Braz d’Aviz, ha rievocato la seguente vicenda: “un solerte Superiore di una Congregazione Religiosa trascorse molti anni a raccogliere tutte le Regole della sua Congregazione: quello che potevano fare i Religiosi e quello che non potevano fare. Poi, una volta concluso il lavoro, è andato da un grande Abate Benedettino che si trovava a Roma, per mostrargli il suo lavoro. L’Abate l’ha guardato e gli ha detto: ‘Padre, lei con questo ha ucciso il carisma della sua Congregazione!’. Quel Superiore - ha spiegato il Papa - aveva ucciso la libertà. Perché il carisma dà frutti nella libertà e lui aveva bloccato il carisma”.

Una codificazione troppo stringente di Regole, dunque, “non è vita”.

E infatti “quella Congregazione – ha rilevato – non poteva continuare a vivere”.

Papa Francesco, ha raccontato anche che, venticinque anni dopo, “quel capolavoro nessuno l’ha visto ed è finito in biblioteca”.

“Ecco – ha commentato – un esempio di come è facile cadere nella tentazione di andare indietro per sentirci più sicuri”.

“La sicurezza piena è nello Spirito Santo che ti porta avanti, che ti dà fiducia e, come dice Paolo, è più esigente: infatti, Gesù dice che ‘finché non siano passati il Cielo e la Terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto’, ha spiegato il Pontefice. Dunque, ha poi concluso, è più esigente anche se non ci dà la sicurezza umana, perché, questo è il problema non possiamo controllare lo Spirito Santo”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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