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Paolucci su restauro Gloria S. Pietro

Edizione del: 23 settembre 2013

Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, ha parlato dell’intervento in corso sui modelli in terra cruda, scala al vero, che Gian Lorenzo Bernini con i suoi più diretti collaboratori, i documenti citano il fiammingo Peter Verpoorten ma anche gli italiani Ferrata, Raggi, Morelli, ha fornito per la Gloria della Cattedra nella Basilica di San Pietro, quella grandiosa macchina di bronzo dorato che occupa l’abside della chiesa, dietro l’altare della Confessione. 

“E’ in corso un restauro che io considero uno dei più entusiasmanti fra i molti che ho seguito e diretto durante la mia lunga carriera”, ha detto il Direttore vaticano, già Ministro italiano per i Beni Culturali.

Un intervento grazie al quale, sottolinea Paolucci, “lo storico dell’arte si trova a tu per tu con il genio creativo nel suo momento germinale, nella sua emersione in certo senso magmatica. E’ l’esperienza più straordinaria che chi fa il mio mestiere può desiderare”.

Per Paolucci “mai nella storia delle arti figurative un arduo concetto teologico, il primato Petrino, è stato presentato con tanta efficacia didattica e con così prodigioso coinvolgimento emotivo. Eppure il sistema simbolico messo in figura dal Bernini è semplice, subito e da tutti comprensibile, dall’intellettuale più raffinato come dall’ultimo Pellegrino analfabeta”.

“C’è la Cattedra – spiega Paolucci – venerabile Reliquia che la tradizione diceva essere quella utilizzata da San Pietro, incastonata e come foderata in una custodia di bronzo dorato. Ci sono, in primo piano, a sostenerla e a glorificarla, 4 Dottori Maggiori, i latini Ambrogio e Agostino, i greci Atanasio e Giovanni Crisostomo. Come dire che quel concetto, il primato Petrino, è sostenuto e certificato dalla dottrina dei grandi sapienti dell’ecumene. Infine, in alto, in un tumultuoso gorgo di nuvole e di angeli dorati, c’è la colomba dello Spirito Santo, ultimo sigillo del dogma che i Santi Dottori proclamano e sul quale si regge la successione Apostolica e, con quella, la universale potestà del Vescovo di Roma”.

I modelli in terra cruda modellati dal Bernini e dai suoi allievi per la Gloria della Cattedra “sono – elenca Paolucci – quattro figure di angeli stanti, due teste di Dottori della Chiesa, San Giovanni Crisostomo e Sant’Atanasio, e un angelo inginocchiato destinato alla Cappella del Santissimo Sacramento conclusa nel 1674 sotto il Regno di Clemente X Altieri. Il materiale costitutivo è la terra impastata con paglia, fibre vegetali e animali, legno, cordami, ferro battuto”.

“Il restauro in corso affidato al Laboratorio Restauro Metalli e Ceramiche di Flavia Callori, operatrici Alice Baltera e Massimiliana Landi, è chiamato a operare sul livello germinale ancora intuitivo dell’opera d’arte; il livello che anticipa e prepara le fasi successive, la fusione, la rinettatura a ferro, la levigatura, la doratura. Ma intanto il restauratore ha di fronte a sé l’idea destinata a trasformarsi in bronzo lucente e quindi deve rispettare gli accidenti materici, le integrazioni, le rettifiche presenti nel manufatto. L’intervento in corso ha obiettivi rigorosamente ed esclusivamente conservativi – sottolinea Paolucci – Si tratta di mettere in sicurezza i modelli dal punto di vista statico eliminando, quando possibile, gli incongrui rifacimenti e le integrazioni di varia epoca”.

“Si tratta soprattutto di garantire la massima stabilità fisica e chimica a materiali diversi e facilmente deteriorabili come le fibre vegetali, paglia e legno, che impastano e sostengono la creta. Il Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro dei Musei Vaticani di Ulderico Santamaria garantisce il necessario supporto scientifico per la selezione degli specifici, solventi e consolidanti, più adatti agli interventi di superficie. La mia speranza è di poter presto consegnare completamente agli studi e all’ammirazione del pubblico la testimonianza primigenia dell’impresa berniniana per la Gloria della Cattedra”, conclude Paolucci.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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