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Palatucci: Vashem riapre il caso

Edizione del: 24 giugno 2013

Dopo lo “sfratto” del Museo dell’Olocausto di Washington anche Yad Vashem di Gerusalemme, il Vaticano e la AntiDefamation League ci ripensano.

Secondo quanto ha scritto il New York Times, il centro di Gerusalemme che onora le vittime della Shoah “ha avviato un processo complessivo di esame dei documenti” che riguardano Giovanni Palatucci dopo che nel 1990 lo stesso Yad Vashem aveva inserito il poliziotto italiano morto a Dachau tra i Giusti fra le Nazioni per il ruolo che avrebbe avuto nel salvataggio di Ebrei fiumani.

Anche la Santa Sede, che ha in corso una Causa di Beatificazione di Palatucci ma ora è al corrente degli interrogativi sollevati, ha dato incarico a uno storico di studiare la questione, riporta il quotidiano americano citando una mail del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Padre Lombardi.

Una marcia indietro clamorosa è arrivata giovedì dalla AntiDefamation League, l’Associazione Ebraica che aveva attribuito a Palatucci il suo Courage to Care Award il 18 maggio 2005, giorno che a sua volta il Sindaco di New York Michael Bloomberg aveva dichiarato Giovanni Palatucci Courage to Care Day.

“Alla luce di prove storiche la Adl non onorerà più la memoria del poliziotto italiano”, ha informato l’Organizzazione riprendendo la tesi di storici citati dal New York Times: che anziché aver giocato un ruolo nel salvataggio degli Ebrei durante l’Olocausto, Palatucci sarebbe stato in realtà un Collaboratore dei Nazisti.

“Sappiamo adesso quel che non sapevamo allora, che cioè Palatucci non fu il salvatore in cui è stato trasformato dopo la guerra”, ha detto il Direttore di Adl Abraham Foxman, a sua volta un sopravvissuto alla Shoah.

Secondo gli storici citati da Foxman il poliziotto italiano sarebbe stato in realtà “un volenteroso esecutore delle Leggi Razziali” e potrebbe aver collaborato con il Governo Mussolini nell’identificazione di Ebrei per la deportazione.

Il ripensamento sul ruolo di Palatucci è arrivato in seguito a una presa di posizione del Centro Primo Levi di New York che ha esaminato centinaia di nuovi documenti sulla sorte degli Ebrei fiumani.

“Palatucci fu un pieno esecutore delle Leggi Razziali e, dopo aver prestato giuramento alla Repubblica sociale di Mussolini, collaborò con i Nazisti. Non rappresenta altro che l’omertà, l’arroganza e la condiscendenza di molti giovani Funzionari italiani che seguirono con entusiasmo Mussolini nei suoi ultimi disastrosi passi”, ha scritto la Direttrice del Centro Natalia Indrimi in una lettera inviata nei giorni scorsi al Museo dell’Olocausto di Washington.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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