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Palatucci Beato?

Edizione del: 26 maggio 2013

Sulla cartella clinica c’è scritto “Guarigione inspiegabile”.

E la storia è di quelle che mette i brividi: “Un funzionario del Tribunale di Modena ha posto sul rene malato la foto di Giovanni Palatucci, invocandolo perché lo aiutasse. In sala operatoria, anziché procedere all’intervento, i medici hanno dovuto riconoscere che il tumore non c’era più”, racconta  Mons. Pietro Iotti, 91 anni, Presidente Emerito dell’Associazione Giovanni Palatucci.

Se fosse riconosciuto come miracolo, l’evento potrebbe rivelarsi determinante per la Beatificazione dell’ultimo Questore italiano di Fiume, ora Servo di Dio e Giusto tra le Nazioni.

A Fiume, prima come Responsabile dell’Ufficio Stranieri, poi come Questore, dal ‘39 al ‘44 Palatucci riuscì a strappare circa 5mila ebrei ai campi di sterminio.

Alla fine, pur potendosi mettere in salvo, continua la sua opera.

Arrestato dai nazisti, muore nei febbraio del 1945 nel lager di Dachau, a soli 36 anni.

Il 21 marzo del 2000, il Vicariato di Roma ha emesso l’Editto per l’apertura del Processo di Beatificazione di Palatucci.

Dopo l’opera dell’ex Postulatore Padre Franco Stano, trasferito per esigenze Pastorali ad Isernia, si è ora in procinto di nominare un nuovo Postulatore.

Sulla questione dovranno esprimersi i promotori della Causa, la Fondazione Giovanni Palatucci e l’Associazione “Amici di Giovanni Palatucci” presieduta da don Angelo Maria Oddi.

Nell’arco di 15 giorni il nodo dovrebbe essere sciolto.

La scelta è tra un laico o un Gesuita.

Quest’ultima ipotesi permetterebbe di seguire una linea precisa, dettata da Padre Piersandro Vanzan, il Gesuita scomparso nel novembre 2011 che da sempre si era occupato di far conoscere la spiritualità del laico Giovanni Palatucci, raccontata per primo da Goffredo Raimo nel suo libro “A Dachau, per amore” e da Angelo Picariello in “Capuozzo, accontenta questo ragazzo”.

“E’ in considerazione un miracolo ottenuto dopo aver pregato Palatucci. Si tratterebbe della guarigione di un tumore al rene”, spiega  don Angelo Oddi, Cappellano Coordinatore Nazionale Vicario per l’Assistenza Spirituale al Personale della Polizia di Stato.

“Abbiamo le cartelle cliniche -aggiunge- il miracolato, è un funzionario del Tribunale di Modena, sposato, con figli: è pronto a fare i suoi passi per rendere pubblico questo episodio straordinario che lo vede protagonista. Attendiamo tutti le indicazioni del Postulatore, poi un’equipe medica studierà la documentazione. Mi auguro che entro l’estate questi accertamenti vengano ultimati”.

“C’è attesa per la valutazione, gli uomini della scienza ci confortino”, confessa con speranza Mons. Pietro Iotti.

Ha incontrato l’uomo che sarebbe stato guarito per intercessione del Questore irpino.

“Mi ha detto che Palatucci gli aveva salvato la vita”, racconta il sacerdote.

“Avere una diagnosi da tumore e poi vedere che l’esame istologico conferma che non c’è più nulla, significa che qualcosa è accaduto”, sottolinea il Presidente Emerito dell’Associazione Giovanni Palatucci.

“Mi sono trovato davanti un uomo che aveva ricevuto una sentenza di morte e Palatucci, il poliziotto buono, lo ha aiutato. L’episodio ci ha impressionato molto…”.

Per Mons. Iotti “ci sono tutte le circostanze previste dalla Chiesa per il riconoscimento del Martirio di Palatucci. Quel poliziotto fu un  fervente Cristiano praticante -sottolinea- e ha vissuto cinque anni in una situazione di rischio continuo per salvare migliaia di ebrei dai nazisti. ‘Ci vogliono impedire di fare quello che il cuore e la nostra religione ci impongono’, ripeteva l’ultimo Questore di Fiume. Un campione di umanità e un gigante della fede -conclude Mons. Iotti- ora attendiamo con fiducia l’esito della perizia: un poliziotto con questa storia di amore per l’altro va proposto come modello ai giovani di oggi. Perché non ebbe paura di niente. Confessando Dio anche nell’Inferno di Dachau”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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