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P. Pizzaballa: speranza pace

Edizione del: 27 agosto 2013

Il Custode di Terrasanta, Padre Pierbattista Pizzaballa, sottolinea quanto gli appelli di pace del Pontefice siano accolti con gioia non solo dai Cristiani ma anche dai Musulmani dei Paesi della regione travolti dalla guerra.

I popoli del Medio Oriente non si lascino rubare la speranza della pace.

“Soprattutto le persone che lavorano nel territorio, che ancora credono e sono convinte, per esperienza, che si vive insieme e che si deve vivere insieme non perdano la speranza nella preghiera comune, di trovare la forza per continuare, nonostante tutto, a stare insieme e a dare testimonianza di comune umanità”.

Di fronte ai conflitti che insanguinano l’intera area, “quello che sentiamo – noi siamo in contatto quasi ogni giorno un po’ con tutto il territorio – è tanta paura, tanta desolazione da parte della gente, ma anche un po’ di rabbia per tutto quello che sta accadendo: è una guerra che passa sopra le teste della gente, come sempre…”, osserva Pizzaballa.

Per il Padre Custode, “molto spesso, quando si parla di Medio Oriente, si usa la religione in maniera strumentale; in realtà, sono lotte di potere tra fazioni, tra Paesi – Paesi stranieri, naturalmente – che vogliono avere il controllo delle vie di trasporto o semplicemente per avere più potere. Non sono né l’Islam né il Cristianesimo che stanno alimentando queste guerre atroci”.

Secondo Pizzaballa, inoltre, “tutto il mondo Musulmano – che comunque è un mondo molto composito – ha accolto in maniera molto positiva l’appello del Papa e anche la figura del Papa, in maniera molto aperta, con grande entusiasmo. E questo è di buon auspicio. Bisogna lavorare su quell’ambito, cioè dell’incontro con la realtà del territorio, con le persone semplici cercando di evitare ogni forma di strumentalizzazione”.

Il Custode Francescano di Terra Santa, quindi, fa appello al proseguimento della convivenza tra fedi e culture diverse. “Abbiamo visto chiese distrutte anche in Egitto, oltre che in Siria; situazioni oggettivamente problematiche e difficili ma non dobbiamo fermarci a questo – afferma -. Sono molti di più gli esempi di collaborazione e di aiuto e di convivenza storica, tradizionale tra le due comunità, che deve continuare e deve prevalere”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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