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Oss. Romano: Riforma è trasparenza

Edizione del: 27 agosto 2013

L’Osservatore Romano nell’edizione di oggi, in un articolo dal titolo “Trasparenza del mistero” riflette sulle necessità e le finalità della riforma, contro il pericolo di “lasciarsi andare a parole in libertà”, affermando che la riforma della Chiesa va fatta per eliminare “abitudini e usi” che siano “di complicazione e di ingombro” alla “trasparenza” della sua missione nel mondo.

Le riforme “occorrono quando sopravvivano abitudini e usi che in concreto, per una varietà di motivi, invece di servire alla trasparenza del mistero della Chiesa, e di esserne un perspicuo linguaggio e un segno limpido e attraente, risultano di complicazione e di ingombro”, scrive Inos Biffi.

Nella Chiesa, sottolinea il quotidiano della Santa Sede, “accanto alle strutture essenziali di Istituzione Divina, che formano la tradizione, ce ne sono altre invece che sono state assunte nel corso del tempo e che appartengono alla categoria delle tradizioni, e sono perciò suscettibili di mutamenti. Come, di fatto, è avvenuto ripetutamente, e a diversi livelli, nella storia della Chiesa”.

Si pensi “alle riforme della Liturgia – a quella, per esempio, del Vaticano II – o ai cambiamenti e innovazioni che hanno toccato le Organizzazioni Ecclesiastiche Centrali, come le Congregazioni, la Curia Romana, e che la sensibilità della stessa Chiesa ha ritenuto opportune o necessarie”.

E, questo, “vincendo non raramente interni impigrimenti o diffuse resistenze e reazioni di quanti, con diversità di giudizio, non le condividevano, o non le ritenevano ineccepibili o sufficientemente ponderate”.

La riforma della Chiesa, inoltre, “è vera, e non retorica e superficiale, quando riesce a toccare e a trasformare intimamente in senso Cristiano l’esistenza”.

E’ come dire che “la Chiesa viene rinnovata nella misura in cui accresce il nostro essere Corpo di Cristo, e si approfondisce il vincolo sponsale che ci unisce a Gesù Sposo della stessa Chiesa”, osserva il giornale Vaticano.

In breve, aggiunge, “più uno è Santo, più è Chiesa e più concorre alla sua riforma. Questo non vuol dire che non sia necessario o provvido operare mutamenti o ritocchi su aspetti contingenti dell’espressione e della vita della Chiesa, aspetti che il passare del tempo ha invecchiato e reso insignificanti, e perciò di intralcio al risalto dell’essenziale”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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