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Ortodossi: Natale 7 Gennaio

Edizione del: 2 gennaio 2014

La data precisa della nascita di Colui che fu inviato dal Signore non viene detta da nessuno dei Vangeli: in essi viene indicato solo approssimativamente il periodo dell’anno, cioè il mese Ebraico di kislev, vale a dire novembre o dicembre secondo il calendario europeo.

Per i primi Cristiani il giorno della nascita del Salvatore non era importante, poiché la festa principale era la Pasqua, il giorno della Sua Risurrezione, e proprio da quest’ultimo iniziava il conteggio del ciclo annuale.

La decisione di festeggiare il Natale proprio il 25 dicembre venne presa soltanto nel V secolo.

Nel 1582, Papa Gregorio XIII introdusse un calendario nuovo, chiamato Gregoriano: fu così che la data della celebrazione del Natale si sdoppiò.

D’altra parte, a fine dicembre il Natale viene festeggiato non solo da coloro che appartengono al ramo occidentale della Cristianità, cioè i Cattolici e i Protestanti, ma anche da buona parte del mondo delle Chiese Ortodosse.

Solamente 4 Chiese su 15, la Russa, quella di Gerusalemme, la Georgiana e la Serba si attengono al vecchio menologio e celebrano la festività il 7 gennaio.

Tuttavia, per accordo reciproco, i Rappresentanti di queste Chiese in quei Paesi dove il Natale cade ufficialmente il 25 dicembre festeggiano 2 volte.

Ne è un esempio la rappresentanza della Chiesa Ortodossa Russa presso il Patriarcato di Bulgaria, collocata nel Santuario di San Nicola Taumaturgo a Sofia, come racconta lo Ieromonaco dell’Ostello Ecclesiastico Zotik Gaevskij: “Nella nostra chiesa, presso la Rappresentanza del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo, svolgiamo le celebrazioni del Natale di Cristo o dell’Epifania sia secondo il nuovo sia secondo il vecchio rito, poiché ci troviamo sul territorio Canonico della Chiesa Ortodossa bulgara, la quale ufficialmente festeggia il Natale il 25 dicembre. Il nostro Santuario è misto e plurinazionale, viene visitato non soltanto da russi, ma anche dai bulgari, che rispettano e amano i russi. A Natale decoriamo sempre gli alberi, cantiamo i canti natalizi in ucraino, in russo e in bulgaro. Ci facciamo regali l’uno con l’altro, perché qui viviamo in un’unica grande famiglia”.

Il Natale dell’Europa Occidentale viene celebrato anche da alcuni credenti Ortodossi, che risiedono temporaneamente oppure vivono in Paesi originariamente Cattolici.

Lo sottolinea il Decano del Patriarcato di Mosca nella città francese di Strasburgo, Filipp Rjabyh: “Ci sono parrocchiani di famiglie miste. Quando l’altra parte della famiglia, Cattolica o Protestante che sia, festeggia il Natale secondo il rito nuovo, i nostri parrocchiani si uniscono a loro per esprimere solidarietà e mantenere la pace in famiglia. A dire la verità, cercano anche di fare il digiuno natalizio. Altri credenti, non legati ad obblighi analoghi, di solito aspettano il 7 gennaio e celebrano la festività insieme a tutta la Chiesa Ortodossa Russa”.

Proprio Strasburgo è chiamata da alcuni secoli “la capitale europea del Natale”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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