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Onu: Chiesa non discrimini gay

Edizione del: 7 febbraio 2014

L’Onu ha esortato la Santa Sede a rivedere le sue posizioni sull’aborto, sulla contraccezione e sull’omosessualità: nel Rapporto del Comitato sui Diritti dell’Infanzia invita la Chiesa a “rivedere le sue posizioni sull’aborto” nel momento in cui è a rischio la vita e la salute delle donne incinte modificando il Canone 1398 in materia.

In particolare, il rapporto cita il caso del 2009 in Brasile dove furono sanzionati madre e medico per aver salvato la vita a una bambina di 9 anni rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno.

Critiche anche sulla posizione della Santa Sede sulla contraccezione ai fini di tutelare le adolescenti e prevenire l’Aids.

Per quanto riguarda l’omosessualità, invece, il Comitato Onu ha sottolineato che le passate posizioni prese riguardo all’omosessualità hanno “contribuito alla stigmatizzazione da parte della società e alle violenze contro adolescenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender e contro i bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso”.

Il Comitato ha quindi invitato la Chiesa a “fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestie, discriminazione e violenza contro i bambini sulla base del loro orientamento sessuale o di quello dei loro genitori”.

Immediata e dura la replica del Vaticano: “alla Santa Sede rincresce di vedere in alcuni punti delle Osservazioni un tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e dell’esercizio della libertà religiosa”.

Il Rapporto del Comitato per i Diritti dell’Infanzia non punta l’indice solo contro le discriminazioni, ma esprime “preoccupazione” per “la situazione degli adolescenti reclutati dalla Legione di Cristo e da altre Istituzioni Cattoliche separandoli dalle loro famiglie e isolandoli dal mondo esterno”.

Il Documento cita a questo proposito il rapporto del novembre 2013 del Presidente della Conferenza Episcopale Francese che ha riconosciuto “la manipolazione di coscienze individuali in alcune Istituzioni Cattoliche e Congregazioni”.

L’Onu raccomanda a questo proposito la “deistituzionalizzazione” di questa prassi e la “riunificazione” dei ragazzi con le loro famiglie, qualora possibile.

Inoltre viene raccomandato “come materia prioritaria” che non vengano posti in queste Istituzioni bambini al di sotto dei 3 anni di età.

Nel Rapporto l’Onu chiede alla Santa Sede anche di procedere a un’inchiesta interna nei casi in cui alcuni bambini vengano “allontanati dalle loro madri”, e di “cooperare con le Autorità Nazionali” per identificare le responsabilità.

Tra le altre raccomandazioni del Comitato anche quella di assicurare “canali accessibili, confidenziali ed efficaci” ai bambini vittime o testimoni di abusi”, assistendo le famiglie e prevenendo qualsiasi altra forma successiva di violenza.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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