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Omicidio Vescovo Padovese non premeditato

Edizione del: 16 giugno 2013

L’omicidio di Monsignor Luigi Padovese, il Vicario Apostolico dell’Anatolia accoltellato tre anni fa a Iskenderun, vicino ad Antiochia, dal suo autista turco Murat Altun, non venne premeditato né ordinato da qualche gruppo politico o religoso: lo afferma la Corte di Iskenderun, nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato l’assassino del sacerdote a 15 anni di carcere.

La pena massima prevista dal Codice Penale turco per l’assassinio è l’ergastolo.

I Giudici hanno però ritenuto che Altun potesse beneficiare di attenuanti generiche per una possibile “provocazione ingiusta” riferisce Hurriyet.

Fra l’altro – affermano nelle 30 pagine della sentenza – l’assassino avrebbe subito pressioni per convertirsi al Cristianesimo.

Fra le varie dichiarazioni contraddittorie fatte dopo l’arresto e poi in Tribunale, l’assassino ha detto anche di avere subito molestie dal Vescovo, e poi di avere pregato Allah e di avere capito di dover “uccidere il demonio”.

“Mi è arrivato un ordine, un messaggio Sacro, e l’ho fatto”, ha fra l’altro dichiarato in Tribunale l’assassino di Padovese.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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