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Novità sul Cenacolo Gerusalemme

Edizione del: 8 marzo 2013

Padre Eugenio Alliata, dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, uno dei massimi esperti mondiali di archeologia biblica e dei più grandi conoscitori del sottosuolo della Città Santa, ha affermato che “gli scavi attualmente in corso sul Monte Sion, a Gerusalemme, potrebbero aprire interrogativi nuovi sul luogo in cui la tradizione colloca l’Ultima Cena e la Pentecoste”.

Padre Alliata è intervenuto mercoledì mattina al Convegno promosso dall’Associazione “Porte di Sion” alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, a Firenze, per presentare alcune novità circa il Cenacolo, l’edificio in cui per tradizione si sarebbe svolta l’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli e in cui è conservato anche quello che viene considerato il sepolcro di David.

Il sarcofago di David, ha spiegato, “adesso mostra chiaramente il suo stile di epoca crociata; le pareti, da cui è stato tolto l’intonaco, rivelano pietre molto antiche e la sovrapposizione di murature di epoche diverse”.

Il sarcofago quindi “potrebbe essere una memoria funeraria collocata nel luogo dove si riteneva fosse stato sepolto il Re David, oppure un monumento che voleva riprodurre l’Arca dell’Alleanza”.

Un monumento che potrebbe essere stato voluto dai Francescani, e che nei secoli successivi avrebbe dato adito al sequestro dell’edificio da parte israeliana.

Dal 1551 infatti i Francescani hanno dovuto lasciare il Convento: ed è questo il motivo per cui oggi, ha spiegato Padre Alliata, “le ricerche archeologiche sul Monte Sion sono curate dalle Autorità israeliane: noi Francescani abbiamo potuto accedere solo come visitatori occasionali, ma da quello che è possibile vedere queste ricerche potrebbero rivelare parecchio sulla storia del Convento Francescano e anche sulla storia più antica di questo luogo”.

Da qui la richiesta, da parte di Padre Alliata, di una maggiore collaborazione: “Il Monte Sion è un luogo conteso tra le religioni. Per i Cristiani è il luogo dell’Ultima Cena, delle apparizioni di Gesù agli Apostoli, della discesa dello Spirito Santo: è la madre di tutte le Chiese. Per gli Ebrei è il luogo della tomba del Re David. Nei secoli è stato anche una Moschea. Questo complica molto le ricerche. Speriamo però, appena saranno pubblicati i risultati, di poter dire qualcosa di più”.

Tuttavia i percorsi dei Pellegrini Cristiani a Gerusalemme potrebbero arricchirsi presto di un nuovo luogo Santo: “il punto  dove Gesù ha meravigliato i Rabbini con la sua sapienza quando aveva 12 anni. Credo di poter mostrare esattamente il posto dove questo è avvenuto”. Lo ha affermato Dan Bahat, per molti anni Archeologo ufficiale di Gerusalemme e autore per lo Stato di Israele degli scavi al Muro del Pianto.

Si tratta di una zona della parte sud del Tempio, in cui gli scavi hanno riportato alla luce le scale su cui sostavano abitualmente i Dottori della Legge.

Il riferimento è all’episodio raccontato dal Vangelo di Luca: all’età di dodici anni, racconta l’Evangelista, Gesù fu portato dai suoi genitori a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

Al momento di tornare a casa, Gesù rimase a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgessero: tornarono a cercarlo, racconta il Vangelo, e “dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai Maestri, mentre li ascoltava e li interrogava”.

“Quando accompagno a Gerusalemme amici Cristiani –afferma Dan Bahat,– li porto nei posti dove Gesù andava: nella piscina di Siloe, sulla strada lungo il Muro del Pianto in cui Gesù ha camminato”.

Al Convegno, Bahat ha parlato anche dell’esistenza di un quartiere esseno dentro Gerusalemme: “Oggi – ha spiegato – grazie alla scoperta di alcune tombe di forma essena  possiamo dire che a Gerusalemme era presente una comunità essena”.

Gli esseni erano una corrente religiosa del Giudaismo, diventa celebre dopo il ritrovamento dei Rotoli del Mar Morto a Qumran, dove risedeva una comunità essena.

È lo storico Giuseppe Flavio, ha spiegato l’Archeologo, che descrivendo la città di Gerusalemme, parla di una porta degli esseni, alla parte sud parla del muro chiamato Betso: “Proprio questo nome – ha affermato – si ritrova nei rotoli di Qumran”.

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