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Non paghi? Niente Catechismo

Edizione del: 8 ottobre 2013

“Non paghi? niente Catechismo!”, questo si sono sentiti rispondere i bambini che sabato 5 ottobre non sono stati accolti dal parroco al corso di preparazione alla Cresima perché non in regola con l’iscrizione.

L’episodio, è avvenuto nella chiesa parrocchiale dei Santi Giuseppe e Bernardo a Rescaldina, nel varesotto.

A inizio lezione – secondo quanto raccontato da un genitore – è stato fatto l’appello e i bambini che non erano in possesso del foglio di iscrizione con relativo contributo economico sono stati fatti uscire dall’aula.

Per i genitori è una questione di soldi, per il parroco di mancata adesione formale, intanto diversi bambini sono stati allontanati dal corso di preparazione alla Cresima perché non in regola con l’iscrizione.

All’inizio della prima lezione, don Enrico ha fatto l’appello e ha fatto uscire dall’aula i bambini che non erano in possesso del foglio di iscrizione con relativo contributo economico.

Sulla vicenda è però intervenuto il suo diretto Superiore, il Vicario Episcopale a Rho, Giampaolo Citterio, che giudica “sbagliato che alcuni bambini siano stati allontanati” e per questo ha chiesto al parroco “di ammettere tutti immediatamente, dialogando con i genitori”.

Monsignor Citterio spiega però che don Enrico non ha certo rifiutato i bambini per una questione di contributi non pagati: “I genitori che presentano i ragazzi per il cammino della Cresima sono invitati a fare domanda di iscrizione, dando un’adesione formale, normalmente in quella chiesa è annessa una quota di 30 euro come rimborso spese, ma chi ha problemi economici basta che lo dica e si può iscrivere lo stesso”.

Don Enrico, che aveva consegnato i moduli di iscrizione da 15 giorni, “ha chiesto ai ragazzi che si erano presentati al primo incontro in preparazione alla Cresima che non lo avevano portato di aspettare in un’altra aula dell’Oratorio”.

Si è così generato tra lui e i genitori “un momento di irrigidimento vicendevole che va superato perché la linea della diocesi – ricorda Citterio – è di non escludere nessuno, anzi, andiamo a cercare i giovani anche nelle periferie”.

Per questo “mi sono premurato di dire al parroco che bisogna rientrare nel dialogo, che – dice il Vicario Episcopale – è sempre vincente”.

Don Enrico, che viene descritto da chi lo conosce bene come un parroco “brusco ma di sani principi”, “è molto dispiaciuto per l’irrigidimento della vicenda e questo polverone gli dà molto fastidio. Bisogna stare vicini a lui – conclude Monsignor Citterio – così come ai ragazzi e ai loro genitori”.

Intanto alcuni genitori se ne erano già andati e sono stati rintracciati da quelli che si erano attardati all’Oratorio: tutti, comunque, sono rimasti spiacevolmente turbati dal comportamento del parroco don Enrico, che ha preferito non commentare la vicenda.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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