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Nigeria: uccisa missionaria di Brescia

Edizione del: 12 ottobre 2013

Con una violenza inaudita e dopo 12 giorni di agonia è morta in Nigeria la missionaria laica Afra Martinelli, 78 anni, originaria della provincia di Brescia.

La missionaria massacrata a colpi di machete alla testa non ha retto alle gravi ferite riportate due settimane fa nel corso di una rapina nella sua abitazione a Oguashi-Ukwu, a circa 400 chilometri da Lagos in Nigeria e si è spenta tre giorni fa.

 La Farnesina ha comunicato che l’Ambasciata d’Italia ad Abuja e il Consolato di Lagos stanno seguendo la vicenda e sono in contatto con la famiglia della missionaria.

La donna era stata aggredita la notte del 26 settembre.

I collaboratori del Centro Regina mundi, fondato dalla religiosa, l’hanno trovata la mattina seguente nella sua abitazione riversa in una pozza di sangue e con una ferita alla nuca.

La donna era ancora viva, ma le sue condizioni erano apparse da subito gravissime.

“Volevano attribuirle la cittadinanza onoraria ma lei era contraria, diceva di non aver fatto nulla”, commenta il fratello, Enrico Martinelli.

“Da quando era stata chiamata nel Paese africano dal Vescovo di Ibadan, Afra continuava a ottenere riconoscimenti”.

Negli anni il suo centro si è ampliato, fino a diventare un punto di riferimento essenziale per i giovani e gli studenti del posto che avevano bisogno di internet.

Negli ultimi tempi erano anche aumentati i collaboratori, 18.

La missionaria aveva già subito un tentativo di rapina da parte di un giovane che l’aveva avvicinata in strada e le aveva intimato di darle le chiavi della macchina. Lei si era difesa e il ragazzo si era allontanato.

“Non aveva paura – ricorda il fratello – ma solo tanta voglia di condividere; con i cristiani, che nel Delta del Niger sono maggioranza, con gli animisti e i fedeli di altre religioni tradizionali”.

Secondo l’Osservatorio della libertà religiosa in Italia solo nel 2012 sarebbero 105mila i cristiani nel mondo uccisi a causa della loro fede.

La Nigeria non è nuova ad episodi di violenza interreligiosa.

Ad essere particolarmente colpite sono soprattutto le regioni del nord-est, dove da anni detta legge il gruppo fondamentalista islamico dei Boko Haram, che contesta l’educazione occidentale e vuole imporre la Sharia, legge islamica.

Nelle aree centrali del Paese – regioni che dividono il nord a maggioranza musulmano dal sud cristiano e animista – sono più frequenti episodi di microcriminalità o conflitti interetnici provocati da rivalità legate al controllo della terra e del bestiame.

Il sud del Paese è invece stato spesso teatro di attacchi, condotti da gruppi armati, contro multinazionali del petrolio. In queste aree sono poco diffuse le violenze interconfessionali e le attività terroristiche degli jihadisti.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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