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Nigeria: attaccato seminario

Edizione del: 8 marzo 2014

nigeria-chiesa di Santo Stefano, ZariaLa notte del 26 febbraio scorso il Seminario è stato attaccato da Esponenti della Setta estremista Boko Haram e il giovane nigeriano, di nome Andrew, è stato costretto ad assistere alla brutale esecuzione di 4 guardie di sicurezza.

La sedia a rotelle non gli ha permesso di fuggire, ma gli ha salvato la vita.

Andrew lavora nel Seminario Minore di St. Joseph di Shuwa, nello Stato nigeriano di Adamawa.

A raccontare ad Aiuto alla Chiesa che Soffre la storia di Andrew è un suo caro amico, Padre John Bakeni.

Dopo aver appiccato il fuoco alla sua casa e trucidato i suoi colleghi, i Fondamentalisti hanno chiesto ad Andrew quale fosse la sua religione.

“Ora è arrivato il tuo turno”, hanno esclamato i terroristi dopo aver scoperto che il giovane era Cristiano.

Il loro Comandante ha però esitato, preferendo chiedere a un Imam se fosse giusto uccidere un disabile.

Fortunatamente il Leader Religioso s’è opposto: “Nel Jihad, la Guerra Santa, gli storpi vanno risparmiati”.

Grato al suo handicap che l’ha tenuto in vita, Andrew ha descritto all’amico sacerdote la barbarie che ha avuto luogo nel Seminario e nel villaggio di Shuwa. Mentre il personale e gli studenti della struttura trovavano rifugio nella vicina boscaglia, i militanti facevano irruzione nel piccolo centro con un carro armato e più di una dozzina di jeep.

Potenti esplosivi sono stati fatti esplodere nella Cappella, nella Canonica, in varie classi e nel dormitorio.

Una parte del campus è stata data alle fiamme.

Anche la vicina clinica gestita dalle Suore Agostiniane è stata colpita.

Le Religiose sono riuscite a fuggire poco prima dell’arrivo dei Fondamentalisti.

La stessa notte nell’area di Madagali, dove è situato il villaggio di Shuwa, si sono verificati altri 2 attacchi peroetrati dai “talebani africani”.

Il bilancio è di almeno 40 morti.

Esattamente un mese prima, il 26 gennaio, 22 fedeli avevano perso la vita nella Chiesa Cattolica di San Paolo a Waga Chakawa, nella regione di Madagali, mentre assistevano alla Messa domenicale.

Un altro tragico attacco è avvenuto il 25 febbraio nello stato di Yobe.

Boko Haram ha fatto irruzione in un Collegio uccidendo 43 persone, in maggioranza studenti.

Non si arrestano dunque le violenze nel nordest nigeriano, sebbene lo scorso anno il Presidente Goodluck Jonathan abbia dichiarato lo stato di emergenza in 3 Stati della regione: Adamawa, Yobe e Borno.

“L’orrore che stiamo vivendo sembra non avere fine e purtroppo non s’intravede un possibile miglioramento”, dichiara Padre Bakeni ad ACS.

“In questo momento di dolore abbiamo più che mai bisogno delle vostre preghiere”.


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