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Napoli: 4 licenziati dalla Curia

Edizione del: 17 marzo 2014

Lettera di licenziamento dalla Curia di Napoli per 4 lavoratori: “Siamo spiacenti dCuria NapolioverLe comunicare, stante l’impossibilità di adibirLa a mansioni equivalenti e/o inferiori, il recesso dal rapporto di lavoro con Lei intercorso per il seguente motivo di natura oggettiva: cessazione attività casa di riposo per anziani esercitata dall’Associazione Dame dell’Incoronata presso i locali del Castelletto……”, firmato Monsignor Lucio Lemmo, uno dei più stretti collaboratori dell’Arcivescovo, Cardinale Crescenzio Sepe.

“Siamo disoccupati”, commenta amara Nicoletta Mirabella, una dei licenziati, “ma almeno abbiamo il privilegio di essere stati licenziati non da un padroncino qualsiasi o da una multinazionale, ma dalla Curia”.

Nicoletta, 36 anni, madre di 2 figli ha ricevuto il licenziamento il 23 ottobre 2012. Solo pochi giorni più tardi, ad inizio novembre, è toccato al marito, Gennaro Imbimbo, stessa sorte, nello stesso periodo, per Filomena Esposito, 36 anni e 2 bimbi, e per Rita Iacobino, 45 anni ed un coniuge affetto dalla distrofia muscolare.

“Lavoravamo - raccontano i coniugi – presso la Basilica Pontificia Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Capodimonte. Assunti in tempi diversi, con contratto a tempo indeterminato”.

Gennaro inizia nel 1992 come operaio addetto alla manutenzione della Basilica, poi nel 2009 lo spostano presso la Casa di Riposo di 13 camere, anch’essa di proprietà della Basilica.

Nicoletta comincia il primo giugno 2006 ed è addetta alla cucina, al guardaroba, alla pulizia della sala e della mensa della Casa di Riposo.

“A giugno 2012 la Casa di Riposo in via Capodimonte cessa l’attività e gli ospiti passano in via Capodimonte 13, all’interno della Basilica, presso gli appartamenti delle Suore. Proprio in quel periodo il Cardinale Sepe è ospite al Castelletto, per una cerimonia. Noi lavoratori ci avviciniamo, siamo preoccupati per il nostro futuro. Ci risponde che la Chiesa non licenzia”.

Nicoletta, Rita, Filomena e Gennaro cominciano in effetti a lavorare nella Basilica, in via Capodimonte 13, fino  all’autunno 2012, quando ricevono, nel giro di qualche settimana, le 4 missive che interrompono il loro rapporto di lavoro.

Ricevono la liquidazione – 16.000 euro per Gennaro, il più anziano per assunzione, circa 6000 euro le 3 donne – e per 8 mesi la cassa integrazione, circa 800 euro. Poi il nulla.

Gennaro ha provato a contattare il Cardinale Sepe via mail, con una lettera indirizzata alla casella di posta elettronica della Segreteria, ma ad oggi non gli è stato accordato un appuntamento.


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