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Morto il Card. Bartolucci

Edizione del: 12 novembre 2013

E’ morto ieri, alla veneranda età di 96 anni, il Cardinale Domenico Bartolucci, Toscano, del Clero dell’Arcidiocesi di Firenze, dove era rimasto incardinato nonostante per oltre 50 anni sia stato in Vaticano come Maestro Direttore della Cappella Sistina, la principale Cappella Musicale Pontificia.

Nato il 7 maggio 1917 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, entrato nel Seminario fiorentino si dedica subito alla musica con Francesco Bagnoli, Maestro di Cappella del Duomo di Firenze.

Per questo, presto viene incaricato di accompagnare all’organo le esecuzioni corali in Cattedrale.

Nel 1939 due avvenimenti decisivi: l’ordinazione sacerdotale, il 23 dicembre, e il diploma in composizione e direzione d’orchestra con Vito Frazzi al Conservatorio fiorentino.

Alla fine del 1942, dopo aver insegnato nei Seminari della diocesi d’origine, si reca a Roma per maturare una più profonda conoscenza della musica sacra, grazie al contatto con la pratica delle allora fiorenti Cappelle Musicali.

card. bartolucci dirige coroNel 1952, su indicazione di Lorenzo Perosi, è nominato vice Maestro della Cappella Sistina; in questo stesso anno compone l’Oratorio “L’Ascensione”, con il quale viene inaugurato a Città del Messico il nuovo Santuario della Vergine di Guadalupe.

Morto Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina Direttore Perpetuo della Cappella Sistina, incarico che ha ricoperto fino al 1997.

Nel 1959, riceve da Giovanni XXIII l’approvazione per il progetto di riorganizzazione della Cappella Musicale Pontificia.

Ottiene così una sede adeguata per le prove e per l’archivio, viene definito l’organico stabile dei cantori adulti e si dà vita alla Schola Puerorum dedicata esclusivamente alla formazione dei ragazzi.

Il Maestro toscano è autore di una vastissima produzione musicale.

 Il corpus di opere già pubblicate dalle Edizioni Cappella Sistina supera i 40 volumi e comprende 6 libri di mottetti, 6 di Messe, laudi, inni, cantici e una serie di Oratori e Messe per soli, coro e orchestra.

In occasione del suo 85mo compleanno, con l’obiettivo di conservare e diffondere il notevole patrimonio musicale da lui composto, viene costituita la Fondazione Domenico Bartolucci.

Di esso ha fatto parte l’allora Cardinale Joseph Ratzinger.

Cardinale Bartolucci e BenedettoEd è proprio Papa Benedetto XVI, come ringraziamento per la sua opera, a crearlo Cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, assegnadoli la Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.

Domani Papa Francesco presiederà in San Pietro il Rito dell’Ultima Comendatio e della Valedictio che avrà luogo dopo la liturgia esequiale presieduta dal Decano del Sacro Collegio Cardinalizio, Cardinale Angelo Sodano.

Per Papa Francesco il Cardinale Domenico Bartolucci “ha esercitato il suo lungo e intenso ministero specialmente la musica sacra che nasce dalla fede ed esprime la fede”.

Lo afferma nel suo telegramma di cordoglio per la morte del Porporato, inviato ai parenti del defunto, Sandro e Stefano Bartolucci.

L’Arcivescovo, il Vescovo Ausiliare e la Diocesi tutta di Firenze invece “rendono grazie al Signore per il dono che hanno ricevuto nella persona del Card. Bartolucci, membro insigne del Clero fiorentino, che ha speso interamente il suo ministero al servizio della Santa Sede e dell’arte musicale”.

L’Arcidiocesi di Firenze in una nota ricorda come “dopo aver lasciato il suo servizio presso il Vaticano, il Card. Bartolucci ha soggiornato brevemente nella nostra diocesi, stabilendosi poi definitivamente a Roma. Ogni anno i legami con la nostra Arcidiocesi venivano ravvivati con la sua presenza nella chiesa di Montefoscoli nel comune di Borgo San Lorenzo, luogo a lui molto caro. Al nostro Arcivescovo aveva più volte ribadito l’orgoglio di potersi considerare appartenente al clero fiorentino”.

L’Arcidiocesi fiorentina aveva reso omaggio al neo Cardinale Bartolucci il 17 dicembre 2010 con un momento di preghiera e con un piccolo concerto al Seminario Maggiore sui lungarni, giornata passata alla storia per la nevicata improvvisa – proprio mentre il porporato era all’organo (vedi ns foto) che mise poi in ginocchio la città per ben due giorni.

CARDINALE BARTOLUCCI foto 2010 Franco MarianiMentre quel venerdì mattina del 2010 iniziava a nevicare sulla città, sui lungarni, presso il seminario maggiore di Cestello, l’arcidiocesi, guidata dall’Arcivescovo Betori  – caso strano, non era diventato Cardinale l’Arcivescovo ma un sacerdote “semplice” della diocesi – con la partecipazione del Cardinale Emerito Silvano Piovanelli, rendeva omaggio ad un suo sacerdote, Monsignor Domenico Bartolucci, storico direttore perpetuo della Cappella Sistina, elevato da Papa Benedetto XVI alla dignità cardinalizia il mese precedente (foto di  giornalista Franco Mariani ©2010).

Per quell’ omaggio fiorentino fu scelta come sede il seminario dove, come testimonia anche la foto che monsignor Angiolo Livi aveva portato a sorpresa, lo stesso Bartolucci passò diversi anni, essendo nativo del Mugello, preparandosi al sacerdozio, prima di partire poi alla volta di Roma.

L’Arcivescovo Betori, nel suo saluto al neo cardinale toscano, ricordò come “le prime parole che mi ha detto Bartolucci quando ci siamo incontrati in Vaticano per il Concistoro sono state ‘io sono un prete fiorentino’. Ecco mi sembra molto importante questo reciproco sentirci. Noi sentirlo un nostro prete, e lui sentirsi prete di questa chiesa locale nella nuova dignità che il Santo Padre gli ha riservato. E noi ci onoriamo di questa sua presenza nel nostro clero fiorentino”.

E l’Arcivescovo Betori, a sorpresa, con la particolare dovizia, e sensibilità, che lo contraddistingue, tenne una Lectio Magistralis sull’importanza della musica nella liturgia. Un incontro che fu di preghiera, con la recita dell’ora terza, o meglio, come ribatteva puntigliosamente a Betori il neo cardinale “no, dell’ora media”, e dell’angelus, ma anche culturale-spirituale con l’esecuzione di alcuni brani della messa di natale, opera dello stesso Bartolucci, eseguite all’organo dal maestro Sergio Militello.

Nonostante i suoi 93 anni il Cardinale Bartolucci mantenne tutta la sua tempra ed energicità che l’ha sempre contraddistinto.

CARDINALE BARTOLUCCI ALL ORGANO foto Franco Mariani 2010Regalò anche un fuori programma mettendosi a suonare l’organo, continuando ad indossare le insegne cardinalizie (foto di  giornalista Franco Mariani ©2010).

Prendendomi sotto braccio mi disse “Per la liturgia la musica non è qualcosa in più. E’ una cosa essenziale. Bisogna ritornare alla musica, a quella con la m maiuscola. Bisogna che i vescovi ne prendano coscienza”.

Poi, lasciandosi andare ai ricordi: “Io sono stato qui dodici anni come seminarista e poi altri tre anni come insegnante. E’ una cosa commuovente per me ritornare con la mente a quei tempi là”.

Un ricordo affettuoso me lo confidò anche il Priore di San Lorenzo, Mons. Angiolo Livi: “Io sono entrato nel 1925, lui un anno dopo, nel 1926. Siamo stati assieme anche nella stessa camerata. Subito si vide che lui era nato per la musica. A studio si era fatto una tastiera di carta. All’epoca era usanza che i seminaristi uscissero tutti assieme per andare a passeggio. Lui per la strada sentiva fischiettare una canzone, e appena rientrato in seminario la riscriveva subito. I superiori lo tenevano “basso”, perché allora si diceva che non ci si doveva insuperbire. Il rettore e i professori dicevano che chi voleva studiare la musica non aveva la vocazione…Insomma lui presto incominciò a suonare armonium, organo. All’epoca si usava fare anche dei canti, dei madrigali in onore del rettore, e quando lui componeva un canto, non scrivevano di Domenico Bartolucci, ma anonimo del ventesimo secolo, perché non si doveva insuperbire”.

Quell’anonimo del ventesimo secolo  è poi diventato un famoso Autore e Cardinale.

Non a caso nel settembre di un anno dopo Papa Benedetto XVI, durante un concerto in suo onore organizzato dal Cardinale Bartolucci a Castel Gandolfo disse: “Il Maestro Cardinale Bartolucci non ha bisogno di presentazioni”.

“Vorrei solo accennare –  disse ancora Benedetto in quell’occasione – a tre aspetti della sua vita, che lo caratterizzano in modo evidente – oltre al suo fiero spirito fiorentino – e cioè: la fede, il sacerdozio e la musica”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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