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Mons. Viganò: pettegolezzo digitale è “arma comunicativa”

Edizione del: 17 novembre 2014

Monsignor Dario Edoardo Viganò, Direttore del Centro Televisivo Vaticano, Ctv, e Docente alla Luiss di Roma, inaugurando a Firenze, alla presenza del Cardinale Giuseppe Betori, Gran Cancelliere, l’Anno Accademico della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, ha detto che le pratiche comunicative virali “sono particolarmente significative per comprendere il corpo sociale”, fenomeno che ha visto un’ “amplificazione” e una “significativa trasformazione” con l’avvento dei media digitali.

“Con l’avvento dei media digitali, e in particolare con lo sviluppo dei social media, le logiche di propagazione dei ‘rumors’ – ha osservato – subiscono una trasformazione. La smaterializzazione dei supporti implica non solo un accesso potenzialmente continuo alle pratiche comunicative, ma esaspera i tratti dell’anonimato giungendo a una capacità di amplificazione in grado di contagiare un numero enorme di persone”.

Perché la comunicazione virale di quello che, un tempo, era chiamato “pettegolezzo” suscita interesse?

“Il motivo – è la risposta di Viganò – è da ricercare nelle funzioni sociali e soggettive che i ‘rumors’ svolgono. Tra queste il senso concreto di partecipazione al gruppo e la riduzione della dissonanza cognitiva contribuiscono alla disgrazia del nemico o alla celebrazione di una persona verso cui si ha stima”.

“Inoltre – ha aggiunto – i ‘rumors’ vengono spesso utilizzati come forma efficace di contropotere, come una modalità per contribuire a rompere o incrinare segreti che coprono affari o fenomeni illeciti; infine, anche semplicemente come strumenti di illusione, perché possono trasformare i desideri e i sogni in realtà”.

Un esempio?

Il travisamento delle parole di Benedetto XVI pronunciate durante il volo di andata del viaggio in Africa, a proposito di Aids e preservativi, quando “il ‘rumor’ – ha ricordato Mons. Viganò - è stato attivato dal quotidiano britannico ‘The Guardian’, che non aveva alcun giornalista a bordo, ma che ha fatto scrivere l’articolo da un giornalista di Londra il quale, dopo aver riassunto brevemente le parole del Papa, ha puntato tutto sul passaggio al contrario aumentano il problema”.

“In questo caso il ‘rumor’ è stato utilizzato come una vera e propria arma comunicativa”, ha osservato Viganò, come pure “altro esempio di uso strategico dei ‘rumors’ finalizzato alla destabilizzazione potrebbe essere rappresentato da Vatileaks. Al di là di quanto emerso pubblicamente, ci si domanda infatti se tale proliferazione di chiacchiericcio non sia stata architettata ad arte per consentire a dei soggetti di assumere un ruolo di potere nella gestioni della relazioni e dei rapporti con il Papa”.

Il Direttore del Centro Televisivo Vaticano ha anche  messo in risalto come la “memoria della Rete manteniene dei processi reticolari del chiacchiericcio: le forme del passaparola rimangono accessibili anche molto tempo dopo la conclusione del loro ciclo di vita; si pensi al fatto che la Rete si configura sempre più come un immenso archivio indelebile. Non è un caso che la riflessione sulle forme della comunicazione virale ci porta a riflettere su due aspetti: uno legislativo circa la questione del diritto all’oblio; l’altro di ambito etico, circa la reputazione di soggetti e istituzioni in Rete”.

“Sempre più spesso – ha concluso Mons. Viganò – appare evidente come il pettegolezzo, nelle sue forme più attuali e persuasive, possa determinare crisi di credibilità, in alcuni casi particolarmente intense e difficili da arginare”.

In merito ai dati del nuovo anno accademico si registra l’aumento dei nuovi immatricolati in aumento, soprattutto tra gli iscritti per le licenze in teologia biblica e teologia dogmatica. Tra gli altri dati, emergono l’abbassamento dell’età media, l’aumento dei religiosi e dei seminaristi.

In considerevole aumento il numero di nuovi iscritti alle Licenze, che rappresentano il 40% degli immatricolati totali (si consideri che, ormai dall’Anno accademico 2006/2007, gli immatricolati alle Licenze rappresentavano circa 1/6 dei nuovi iscritti). Teologia Biblica: 8 immatricolati (5 ordinari, 2 straordinari e 1 dal II semestre). Gli studenti in corso sono 14, gli iscritti totali 19 (mancano però i fuori corso che rinnoveranno l’iscrizione a Gennaio). Teologia Dogmatica: 12 immatricolati (8 ordinari, 2 straordinari, 1 ospite e 1 dal II semestre). Gli studenti in corso sono 19, gli iscritti totali 27 (escluso i fuori corso che rinnoveranno l’iscrizione a Gennaio). Dottorato: 3 richieste d’iscrizione in attesa di valutazione. Anno Integrativo: 8 immatricolati (di cui soltanto due stranieri).  Primo Ciclo – quasi la metà dei nuovi iscritti (24 su 51), l’87% dei quali è ordinario o straordinario con piano di studi particolare; soltanto 3 studenti ospiti ad alcuni corsi di Lingua o di Sacra Scrittura.

Come età, si registra un abbassamento dell’età media tra gli immatricolati: 34 anni (rispetto a 36,1 del 2013/2014), che scende a 32 se escludiamo gli studenti ospiti pensionati. Degno di nota che il 45% di studenti immatricolati sia sotto i 30 anni, considerando che la Licenza alza la media poiché richiede un titolo quinquennale per l’ammissione.

Si mantiene praticamente invariato il numero di stranieri che si immatricolano nella nostra Facoltà (32,7%). Quest’anno spicca l’India, come provenienza (5 su 17 stranieri), mentre finora la maggior parte degli stranieri proveniva da paesi africani

Quest’anno si è incrementato il numero di religiosi (13), seminaristi (17) e presbiteri (12), che rappresentano l’84% degli immatricolati. Al calo dei nuovi seminaristi di Firenze (l’anno scorso rappresentavano la metà dei seminaristi immatricolati) corrisponde l’ingresso di nuovi seminari e l’aumento di quelli già rappresentati (Siena: 4; Fiesole: 3; Grosseto: 3; Pitigliano: 2; Firenze: 2; Firenze Sez. Missionaria: 1; Prato: 1; Arezzo: 1).

Alla Facoltà teologica dell’Italia centrale è affiliato lo Studio teologico interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore, e sono collegati quattro Istituti superiori di scienze religiose: il “Beato Gregorio X” di Arezzo, il “Beato Ippolito Galantini” di Firenze, il “Beato Niccolò Stenone” di Pisa e il “Santa Caterina Dottore della Chiesa” di Siena.

Come ha evidenziato il Preside, don Stefano Tarocchi “la Facoltà si apre ad una dimensione che supera i confini della Toscana e dell’Italia: si percepisce questo e oltre che nella provenienza degli studenti, in specie per la Licenza e il Dottorato, dove si mantiene la proporzione uno su tre delle nuove matricole, fino a toccare quasi il 30% dei nostri iscritti. La Facoltà è inoltre inserita saldamente nel percorso delle Facoltà Teologiche italiane e romane con il riconoscimento dell’AVEPRO, l’Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche”.

Riprese di Franco Mariani.

Inaugurazione Anno Accademico 2014-15 FTIC- foto News Cattoliche Giornalista Franco Mariani (14)

 

 

 

 

 

Inaugurazione Anno Accademico 2014-15 FTIC- foto News Cattoliche Giornalista Franco Mariani (13)

 

 

 

 

 

Inaugurazione Anno Accademico 2014-15 FTIC- foto News Cattoliche Giornalista Franco Mariani (5)

 

 

 

 

 

Inaugurazione Anno Accademico 2014-15 FTIC- foto News Cattoliche Giornalista Franco Mariani (4)


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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