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Mons. Sigalini: incendi gesto satanico

Edizione del: 10 agosto 2012

Il gesto del piromane è ispirato dal male e tradisce la fiducia di Dio nell’uomo.

Lo ha detto Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina e Assistente nazionale di Azione Cattolica, che a Radio Vaticana ha spiegato che “questo mondo che Dio ci ha dato, ce lo ha proprio affidato e quindi non possiamo dilapidarlo, non possiamo assolutamente degradarlo come stiamo facendo in questo tempo”.

“C’è da dire – ha aggiunto – che questi incendi che avvengono nei nostri boschi sicuramente sono stati fatti da persone. Questa è una sciagura che deriva da mancanza di coscienza. Inoltre, mi pare che ci sia tanto personale da parte dello Stato, ma è necessaria un’organizzazione più capillare di questa presenza e soprattutto ci vuole la partecipazione della gente a questo obiettivo. E’ necessario il desiderio della comunità cristiana, una capacità di intesa su queste politiche di attenzione al territorio: poi possiamo invitare anche lo Stato a fare di più la sua parte, possiamo invitare tutte le persone che sono stipendiate per i boschi a fare veramente il loro lavoro e non a starsene in ferie proprio in questo tempo”.

In merito a nuove “punizioni esemplari” per chi viene trovato ad appiccare incendi nei boschi, il Vescovo ha detto che “se queste sono esemplari e sono fatte per tutti. Io, qualche volta, dico anche in preghiera: ‘Signore, aiuta queste persone a pagare per il male che hanno fatto’ e dove il pagare non è evidentemente una maledizione, ma può essere anche un qualcosa di economico. Non può essere lasciata tranquilla una persona che fa questi danni e che, tra l’altro, mettono anche in pericolo la vita di queste persone. Qui c’è di mezzo la vita e non solo il verde o un qualcosa di ecologico o di poetico; c’è di mezzo anche la vita e quindi si può anche intervenire in maniera punitiva, sempre nella giustizia”.

Mons. Sigalini ha ricordato che secondo la dottrina cattolica è un peccato incendiare un bosco: “E’ un peccato anche se non c’è pericolo per la vita, perché si rovina una parte della natura che è essenziale all’equilibrio della vita delle persone. Quindi se io intervengo contro l’equilibrio della vita delle persone, come questi incendi stanno facendo si tratta di un attentato che è sicuramente anche una colpa morale. C’è di mezzo il famoso bene comune, ma c’è di mezzo anche la serenità e la godibilità della vita: il Signore ci ha dato un Creato perché fosse godibile… E invece di questi comportamenti possiamo dire che siano quasi un’opera satanica … Non esageriamo, certo, ma io sono convinto che c’è dentro del male più grande di noi in tutti questi atteggiamenti, in cui le persone scaricano la rabbia facendo del male agli altri”.


Autore: 

Carmen Ierardi, 34 anni, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pisa, ha studiato Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Niccolò Stenone” di Pisa.

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