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Mons. Scarano:rogatorie in Vaticano,Spagna,Italia

Edizione del: 3 agosto 2013

Il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giampiero Milano, ha inoltrato, per le vie diplomatiche abituali, una rogatoria diretta alla Procura della Repubblica di Roma per ottenere ‘la collaborazione della Magistratura italiana per il procedimento aperto, in base ai rapporti avuti dall’Aif, nei confronti di Mons. Scarano nell’ambito della giurisdizione della Stato della Città del Vaticano’.

La notizia è stata confermata dal Direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi, interpellato dai giornalisti.

Il Vaticano continua le proprie indagini su Mons. Nunzio Scarano, il contabile dell’Apsa arrestato in Italia con l’accusa di corruzione e truffa, e ha attivato una richiesta di rogatoria internazionale all’Italia.

Si tratta di una prima volta nella storia dei rapporti tra Italia e Santa Sede, che conferma sia la volontà di trasparenza della Santa Sede che il clima di cooperazione da tempo in atto tra le magistrature delle parti.

 Il Promotore di Giustizia vaticano Milone è lo stesso che il 12 luglio scorso ha disposto il congelamento dei fondi intestati presso lo Ior a mons. Nunzio Scarano, che è indagato da due procure italiane.

In quella occasione il Vaticano aveva annunciato che le sue autorità continuano a indagare su transazioni sospette.

Da prima del suo arresto in Italia, Mons. Scarano era stato sospeso dalle sue funzioni presso l’Apsa, la Amministrazione della Sede Apostolica dove prestava servizio come contabile analitico.

Sulla vicenda era intervenuto anche lo stesso Pontefice che durante il volo da Rio a Roma, lunedì scorso,   aveva commentato con i giornalisti l’arresto di Mons. Scarano con queste parole: ”Abbiamo questo monsignore che è andato in galera  pensate che sia andato in galera perchè somigliava alla beata Imelda? E’ uno scandalo, una cosa che fa male”.

Monsignor Scarano, 61 anni, è in carcere dal 28 giugno per corruzione e truffa.

E’ accusato di aver partecipato al tentativo di far rientrare in Italia circa 20 milioni di euro dalla Svizzera.

Visto il congelamento dei suoi conti presso lo Ior da parte dei magistrati vaticani, si presume che questi temano che il prelato abbia usato i conti per scopi illeciti e transazioni irregolari.

Il 20 luglio l’ex contabile ha scritto al Papa, proclamandosi innocente: ”non ho mai riciclato denaro sporco, non ho mai rubato, ho cercato di aiutare chi chiedeva aiuto”.

Ma il tribunale italiano del riesame nei giorni scorsi ha dipinto un profilo preoccupante del prelato e dell’ex 007 Giovanni Maria Zito, indagato come sue complice.

I due, secondo i magistrati italiani, avrebbero personalita’ caratterizzate ”da spiccate attitudini criminali” e dalla ”comune spregiudicatezza’.

Intanto la Procura della Repubblica di Roma ha deciso di presentare richiesta di rogatoria alla Spagna e alla Città del Vaticano.

Da quest’ultima il Procuratore Aggiunto Nello Rossi e i Sostituti Rocco Fava e Stefano Pesci cercano una serie di informazioni per quanto riguarda la posizione di Scarano e in particolare la movimentazione del denaro depositato dal Religioso presso lo Ior.

Alle Autorità spagnole, invece, si chiederanno informazioni relative al broker Giovanni Carenzio nei riguardi del quale in terra iberica è pendente un procedimento per appropriazione indebita e truffa.

“Sicuramente il Vaticano troverà la disponibilità di Monsignor Nunzio Scarano”,  ha detto uno dei difensori del prelato, Francesco Caroleo Grimaldi, a proposito della richiesta di rogatoria inoltrata dall’autorita’ giudiziaria della Santa Sede all’Italia lo scorso 31 luglio.

“Più volte – ha aggiunto il penalista – Scarano ha rappresentato la propria volontà di collaborare con il Vaticano, anche con missive al Santo Padre”.

 


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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