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Mons. Scarano: voglio avvelenarmi

Edizione del: 15 ottobre 2013

Monsignor Nunzio Scarano, già Contabile dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Apsa, attualmente detenuto in una struttura ospedaliera nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul fallito tentativo di far rientrare illecitamente in Italia 20 milioni di euro riconducibili, secondo l’accusa, agli Imprenditori D’Amico, afferma di essere in pericolo.

“Cerco di essere più forte delle paure e degli incubi che mi tormentano, ma nonostante le preghiere sono certo che morirò avvelenato”.

Scarano si definisce “il capro espiatorio di alcuni potenti in Vaticano contro cui il Papa, illuminato dallo Spirito Santo, sta già prendendo sagge decisioni”.

“Il Papa non ha risposto alle mie 3 lettere ma sono certo che le ha lette con attenzione, considerando le sue attuali decisioni”, prosegue il Prelato, che al Pontefice chiede di “essere ascoltato almeno una volta” prima di giudicarlo e condannarlo.

“Le sue parole contro di me – aggiunge – mi hanno profondamente addolorato”.

In merito ai quasi 3 milioni di euro contenuti nei suoi conti correnti, “sono donazioni e risparmi di 40 anni di lavoro e Ministero Sacerdotale”, spiega Scarano.

“Risparmi tesorizzati con attenzione per realizzare il mio ultimo desiderio: la Casa del malato”.

Intanto si apprende che domenica l’Arcivescovo di Salerno, Monsignor Luigi Moretti, ha fatto visita, nel reparto detenuti dell’ospedale Ruggi d’Aragona, a Monsignor Nunzio Scarano.

L’Arcivescovo ha incontrato dopo le ore 8 Monsignor Scarano, attualmente ricoverato al Ruggi per gravi motivi di salute, accompagnato nel reparto detenuti dal Cappellano del carcere e dal direttore della casa circondariale.

“Una visita programmata da tempo”, fanno sapere i legali del prelato carcerato.


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