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Mestre: parroco mette vigilantes

Edizione del: 11 luglio 2013

L’Arciprete del Duomo di Mestre, Monsignor Fausto Bonini, giustifica così la decisione di istituire un servizio di sorveglianza nella sua parrocchia: “il fai da te non lo condivido, ma è stata una scelta obbligata”.

“Il motivo – aggiunge Mons. Bonini – sono le continue vessazioni che devono subire i fedeli ad opera di accattoni violenti che popolano i dintorni della città di Mestre”.

“Ormai siamo invasi da questi ‘barbanera’ – spiega Mons. Bonini – i quali sono diventati più violenti e ci chiedono il denaro che noi raccogliamo, minacciando ritorsioni se non glielo diamo. La situazione peggiora in continuazione, questa settimana uno di loro è entrato in chiesa e ha cominciato ad urlare interrompendo la funzione, una notte abbiamo trovato alcuni di loro ubriachi dentro la parrocchia. E il problema – sottolinea il parroco – non riguarda solo la chiesa: ora questi tizi vanno anche per le case a chiedere denaro, con loro non c’è nessuna possibilità di dialogo”.

Il gesto del parroco è servito quantomeno a smuovere le acque, ma di certo non rappresenta la soluzione definitiva al problema.

“Adesso la polizia fa più ronde e la situazione si è per il momento calmata, – spiega – ma se le Autorità competenti non prenderanno dei provvedimenti che affrontano il problema alla radice sarà difficile che possa cambiare lo scenario. Purtroppo – conclude Mons. Bonini – si è sparsa la voce che qui si può fare quello che si vuole. Queste persone andrebbero allontanate, finché non verrà fatto, noi proseguiremo con il fai da te”.


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