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Massoneria scrive al Papa

Edizione del: 16 ottobre 2013

Tra le tante lettere ricevute da Papa Francesco particolare è quella inviatagli dal Gran Maestro della Gran Loggia D’Italia, Gian Franco Pilloni, visto che la Massoneria è una delle associazioni condannate dal Vaticano, a cui è vietato iscriversi, pena la scomunica.

“Con estrema commozione e infinita gioia – si legge nella lettera - mi rivolgo a Voi Santità per farLe umile richiesta affinché si adoperi per porre fine alle divisioni che intercorrono nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria, con la speranza che finalmente possa regnare la giusta serenità tra le 2 componenti, ponendo fine alle divergenze che ancora oggi elevano un muro tra i rapporti”.

Una vera e propria richiesta di pace e di accettazione, che dice di fondare le sue basi sui valori e i principi comuni alle 2 realtà.

“Non siamo una componente avversa alla Chiesa Cattolica da Lei Degnamente rappresentata, anzi, tutt’altro – sottolinea la lettera -. Le nostre strade sono parallele, infatti la pensiamo come Voi per la totalità dei problemi che attanagliano la società contemporanea, come Voi ci adoperiamo per un Mondo di Pace e per il rispetto dell’Essere Umano senza distinzione alcuna e il rispetto assoluto verso tutte le Religioni”.

La storia della diatriba tra Chiesa e Massoneria inizia il 28 aprile 1738, quando Papa Clemente XII, con la Lettera Apostolica “In eminenti”, mise in guardia i credenti contro la Massoneria, da allora condannata da diversi Papi in quasi 600 documenti.

Per mettere a tacere le voci insistenti di una grande svolta, il 26 novembre del 1983 Joseph Ratzinger, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, confermò il giudizio della Chiesa sulle Associazioni massoniche e, quindi, l’iscrizione ad esse rimane proibita sotto pena di esclusione dai Sacramenti: “Chi si iscrive alla Massoneria fa peccato mortale e non può accedere alla Comunione. Il giudizio della Chiesa resta pertanto immutato”.

Nella lettera inviata a Papa Bergoglio dal “Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia D’Italia U.m.s.o.i.”, Unione Massonica stretta osservanza iniziatica, si pone l’accento proprio sulle conseguenze che questa chiusura ha causato negli anni.

“La posizione che la Chiesa ha tenuto e ancora tiene – spiega Pilloni – penalizza i Fratelli Massoni di Credo Cattolico, costringendoli a professare la fede ai margini della Chiesa e facendoli sentire quasi degli intrusi o fedeli poco desiderati”.

Già in occasione dell’inaugurazione della Sede Romana di Piazza Campo Marzio, nel settembre 2012, il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia aveva cercato di sfatare i luoghi comuni legati al pensiero comune sulla Massoneria: “Non si tratta di una lobby d’affari segreta. La natura della Massoneria è umanitaria, filosofica e morale. Stimola tolleranza. Pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo. La Massoneria lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose e c’è un rapporto di rispetto assoluto nei confronti di ogni religione. E’ apolitica e impone ai suoi Membri i doveri di lealtà civica. Se avesse carattere di segretezza, non avremmo aperto una sede in Piazza Campo Marzio, di fronte alle Istituzioni”.

La chiusura della Chiesa, però, non ha mai smesso di esistere.

“Chiedo a Voi, Santità, uno sforzo per eliminare completamente le ormai superate intolleranze nei nostri confronti, pubblicamente, accettandomi, a seguito di questa mia supplica, a Voi – conclude Pilloni nella lettera -; trasformare i nostri ‘Templi’ in Templi per la Pace, luoghi di incontri, luoghi di testimonianza dei più alti ed elevati sentimenti di solidarietà e di fratellanza umana”.

Resta ora da vedere se Papa Francesco deciderà di rispondere a questa richiesta oppure se prossimamente confermerà anche attraverso uno dei suoi discorsi il pensiero dei suoi predecessori.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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