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Libro: Vestire il Pontefice

Edizione del: 2 giugno 2013

L’abito da sempre fa il Monaco, e, quando addirittura fa il Papa, attira su di sé un’attenzione notevole come quella che si è notata su tutti i media in occasione dell’elezione di Papa Francesco, del quale è stata, fin dalla sua prima apparizione, sottolineata la rinuncia alle scarpe rosse e alla mozzetta.

Sull’abbigliamento dei Papi e sulla sua storia è uscito ora un libro scritto da Marzia Cataldi Gallo, genovese, Storica dell’Arte, una delle più importanti esperte internazionali di tessuti dal titolo “Vestire il Pontefice – dall’Antico Testamento a Papa Francesco”.

“L’unico libro -dice l’Autrice – dedicato a due Papi, Benedetto XVI e Francesco”.

“Il libro è nato dalle mie ricerche nella Sacrestia Pontificia, negli Archivi di Stato e negli Archivi Segreti Vaticani – dice Cataldi Gallo – per ricostruire com’era il guardaroba dei Pontefici tra ‘600 e ‘700”.

“Con le dimissioni di Papa Benedetto prima e con l’elezione al Soglio Pontificio di Francesco poi – aggiunge – ho visto tanto interesse sull’abbigliamento del Papa e anche tante imprecisioni. Per questo, ho voluto raccontare com’è stata l’evoluzione nei secoli delle vesti Papali, partendo dalle prime frasi che si trovano nell’Antico Testamento, con Dio che creò la prima veste di Adamo e Eva”.

Il libro della Studiosa soddisfa ogni curiosità sulle vesti, i paramenti e la liturgia. Nel dettaglio si parla molto di colori.

“L’ossatura, i punti cardini dell’abbigliamento dei Pontefici – spiega Cataldi Gallo – sono i colori rosso e bianco, codificati come colori del Papa dal 1290. Sono colori imperiali, legati al fatto che, quando Costantino non ha più perseguitato la Chiesa Cattolica, nello stesso tempo ha concesso a Papa Silvestro di poter usare il mantello rosso porpora, che fino ad allora era stato prerogativa dell’Imperatore”.

“Il bianco – aggiunge Cataldi Gallo – è simbolo di purezza e il rosso è simbolo di Martirio, del sangue di Cristo. Conseguentemente alla doppia lettura che accompagna molte cose religiose, la stessa lettura positivo/negativo si riversa sulla veste”.

La veste Papale è comunque – per eccellenza- la sottana bianca.

“E’ la veste che il neoeletto Pontefice indossa nella cosiddetta ‘Stanza del pianto’, situata fra la Cappella Sistina e la Sacrestia Pontificia -scrive la Studiosa- prima di affacciarsi alla finestra della Loggia per il saluto ai fedeli. La Sartoria Gammarelli, che fin dal tardo XVIII secolo prepara questo abito per i Pontefici, ne ha confezionato tre prima dell’elezione di Papa Francesco, perché ovviamente non si possono conoscere in anticipo le misure del futuro Vescovo di Roma. Anche nei secoli passati i sarti della Corte Pontificia erano soliti confezionare due sottane, una più grande e una più piccola”, come testimonia un documento del 1667 relativo al periodo della Sede Vacante dopo la morte di Alessandro VII.

Gerolamo e Francesco Palazzeschi, commercianti in tessuti, forniscono al sarto Carlo Mortoro alcune stoffe per confezionare “gli abiti per il futuro Pontefice”: ormesino, sorta di taffetà, bianco di Firenze per due sottane, e per una falda, damasco bianco con opera di Venezia per due vestiti, “raso rosso cremisino di Fiorenza e saietta rossa cremisina di Milano per due mozzette, come sempre una grande una piccola”.

Nella Sacrestia Pontificia è conservata una sottana, forse l’unico esemplare antico rimasto, appartenuta al Beato Innocenzo XI, quindi risalente al suo Pontificato, 1676-1689; vi sono inoltre esposte le sottane indossate da San Pio X, Pio XII e dal Beato Giovanni Paolo II.

Abiti, colori, ricami, simboli che davvero “fanno il Monaco” e identificano l’autorità sacerdotale.

Del resto, l’abito è sempre stato un mezzo di comunicazione.

“Nel Medioevo poi – conclude Cataldi Gallo – era quello più immediato e sentito, perché, anche se uno non sapeva né leggere né scrivere, sapeva che se incontrava una persona vestita di rosso quello era un potente”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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