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Libri: “Luigi e Zelia Martin. Genitori degni del cielo”

Edizione del: 19 ottobre 2015

luigi e zelia martinIl libro di Vera De Dominicis, “Luigi e Zelia Martin. Genitori degni del cielo”, edito dall’Editrice Shalom, ci presentano i coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, Santi del quotidiano, Santi nel matrimonio, Santi nel loro amore benedetto dal cielo e affidato al cielo.

In un tempo in cui tante certezze sembrano vacillare e la famiglia è sempre più fragile, vive molte difficoltà e ha bisogno di ritrovare una propria definizione e punti di riferimento, questi Santi sposi sono un esempio da seguire, una luce sul cammino intrapreso dal Papa.

L’Autrice riesce a far entrare il lettore in quella piccola Chiesa domestica che fu la famiglia Martin, perché ripercorre la storia e la vita di Luigi e Zelia per così dire “dal di dentro”, cioè la ricostruisce a partire dalle Lettere familiari e dalla testimonianza della loro figlia Celina, incomparabili genitori.

Le ricchissime citazioni da questi testi, fanno sì che i ritratti di Luigi e Zelia, di tutte le loro gioie, ansie e dolori condivisi, appaiano vivi al lettore, nella loro straordinaria umanità e nella loro, altrettanto straordinaria, Santità.

Sottolinea bene questo aspetto don Luciano Paolucci, che ha curato la presentazione del libro, quando scrive: “È questo un libro originale, perché parla di una famiglia, e ancora più originale perché in esso non è descritta la storia di una famiglia, ma vi è possibile ascoltare una famiglia nella sua vita intima e quotidiana. Ascoltare una famiglia! Questo è uno degli esercizi che ci manca per poter comprendere quale grande tesoro il Signore ha nascosto nell’ordine della creazione pensando alla famiglia”.

Li vediamo allora sposi e consapevoli che il loro amore è un dono del cielo che al cielo va affidato; pronti a fare sempre la volontà di Dio sulla loro strada e continuo sostegno l’uno per l’altro.

Un amore vissuto così, è un amore che sempre si rinnova, che non teme il tempo e l’abitudine; infatti, dopo 11 anni di matrimonio, Zelia scrive a Luigi, che si trova in viaggio d’affari: “Ti abbraccio di tutto cuore, oggi sono tanto felice al pensiero di rivederti che non posso lavorare. Tua moglie che ti ama più della sua vita” (Lettere Familiari, p. 113).

L’Autrice si sofferma poi particolarmente sul loro essere genitori e il lettore può capire, con meraviglia e ammirazione, che Luigi e Zelia seppero davvero vivere i figli come un dono del cielo e al cielo seppero riaffidarli – con piena fiducia e serenità, pur nel dolore – quando affrontarono la prova durissima di veder morire 4 dei loro 9 figli.

Così Zelia, dopo aver sofferto per la morte della figlia Elena, di soli 5 anni e dell’ottava figlia di neppure 2 mesi, scrive alla cognata, che a sua volta vedrà morire il figlio Paolo durante il parto: “Ci sono affanni per tutti, i più felici non sono che i meno infelici; la cosa più saggia e più semplice in tutto questo è di rassegnarsi alla volontà di Dio e di prepararsi in anticipo a portare la propria croce il più coraggiosamente possibile” (Lettere Familiari, p. 124).

La loro vita è una vita semplice ordinaria, una vita vicina a quella di ognuno di noi: lavoro, casa, figli… Ciò che in loro rendeva straordinario il quotidiano era il loro continuo sentirsi, e di fatto essere, alla presenza di Dio: la giornata cominciava con la Messa mattutina, era intessuta di preghiera e, comunque, era vissuta come un dono di Dio.

A questo “Padre buono” Luigi e Zelia si affidavano, chiedevano consiglio, sostegno, aiuto; da questo “Padre buono” ricevettero la forza e la luce necessarie per compiere un cammino bello, ma anche molto doloroso.


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