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L’Enciclica di 2 Papi

Edizione del: 2 luglio 2013

La Fede in un Dio che si è fatto persona, si è incarnato nel sangue, nel corpo, nella vita e nella morte dell’uomo, è al centro della prima Enciclica di Papa Francesco, la “Lumen Fidei, La luce della Fede”.

Una novantina di pagine nella edizione italiana che avrà una prima tiratura di 500mila copie e che completa quel trittico sulle Virtù Teologali – fede, speranza e carità – che Benedetto XVI non ha portato a termine a causa delle sue dimissioni.

In un intervento a braccio del 13 giugno, Papa Francesco ha raccontato che quello cominciato da Papa Benedetto “è un documento forte. Ho ricevuto questo grande lavoro che ha fatto lui – ha detto – e io l’ho portato avanti”.

“Una Enciclica a quattro mani, dicono”, ha aggiunto.

Anche Benedetto XVI per la “Deus est caritas”, sua prima Enciclica dedicata alla carità, recepì parte di materiali preparati da alcuni Dicasteri Vaticani, rielaborandoli e integrali con la propria visione.

L’annuncio, dato ieri dalla Sala Stampa Vaticana parla di “presentazione della Enciclica di Papa Francesco Lumen Fidei”, senza accennare a Benedetto XVI.

Non resta che aspettare il testo per leggere come Papa Bergoglio abbia firmato il documento e abbia “usato” il materiale predisposto da Papa Ratzinger.

Il lascito di Benedetto XVI a Francesco non potrà prescindere dallo sforzo dei suoi quasi 8 anni di Pontificato di proporre al mondo la fede Cristiana non come un insieme di concetti, dogmi, teorie e dottrine, ma come fede in una persona, Cristo.

Come è presumibile che ci sia spazio per raccontare o proporre una fede non in contrasto con la ragione umana, altro filone di ricerca di tutta la vita del Teologo Ratzinger e perseguito con tenacia anche quando il Teologo è diventato Papa.

Cosa Francesco ha voluto scrivere di più “suo”, una delle sorprese di questa Enciclica, va forse cercato nella insistenza del Papa latinoamericano per una fede che si faccia carne: più volte nei suoi interventi di questi primi mesi di Pontificato Bergoglio ha insistito su quanto sia importante vivere da uomini di carne e quindi essere cristiani carnali, capaci di chinarsi sulla carne dei poveri, dei sofferenti, di farsi prossimo, nella gioia come nel dolore, di persone concrete.

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