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Lena: Ior no centrale riciclaggio

Edizione del: 19 giugno 2013

Vatileaks, lo Ior che “non è una centrale di riciclaggio, trasparenza, anti-riciclaggio, pedofilia nella Chiesa, i mass media e i pregiudizi della stampa”, sono i temi che l’Avvocato della Santa Sede Jeffrey Lena, ha affrontato nei giorni scorsi con alcuni giornalisti.

“Dopo aver sentito parlare Papa Francesco, mi sono tornate in mente alcune parole di Martin Luther King Jr: Ognuno può essere grande perché ognuno può rendere un servizio”.

Durante questi anni, Lena ha difeso il Vaticano in un ampia gamma di casi intentati contro il Vaticano negli Stati Uniti – accuse di aver ricevuto proventi di crimini di guerra, casi riciclaggio, e casi di abusi sessuali.

Dal inizio del 2012, ha partecipato nelle riforme del sistema AML, acronimo di Anti Money Laundering, il progetto internazionale antiriciclaggio.

Di recente ha difeso il principio di libertà di culto presso le Corti d’Appello statunitensi.

Numerosi dei suoi casi sono pubblicati e ritenuti precedenti vincolanti.

In passato, Lena ha spiegato che oltre a difendere la Santa Sede, è nutrito dal desiderio di favorire la posizione degli “Stati meno potenti” rispetto a quella degli Stati più potenti, e dal desiderio che la Santa Sede continui ad alzare la voce per la pace e per favorire una maggior comprensione tra i popoli.

Su “Vatileaks” Lena ha detto che “quella fuga non è stata così vasta”.

In secondo luogo, il furto di informazioni riservate è un crimine non insolito che tutte le giurisdizioni possono subire, e generalmente su scala ben più ampia.

Il caso è stato traumatico per un altro motivo: noi tutti abbiamo assistito a un episodio di profondo tradimento, seguito dalla sua scoperta e punizione, e dal perdono da parte di che era stato tradito – Papa Benedetto XVI.

Ed è stato proprio questa serie di eventi, non il contenuto dei documenti, a colpire il pubblico così profondamente.

“Purtroppo – ha aggiunto – lo scrivere su questioni di Chiesa è talvolta appesantito da una dietrologia che non corrisponde alla realtà. A volte le cose possono anche essere più semplici. Come in questo caso. Per me, la cosa interessante è che la fuga di notizie ha funzionato come una sorta di Rorschach test, quel test psicologico utilizzato per registrare le diverse interpretazioni che i pazienti danno alle macchie d’inchiostro”.

Lena ha parlato anche della Curia: “E’ interessante paragonare ciò che ho visto in Curia in quel periodo, ero presente quotidianamente, rispetto a quanto lo scenario diffuso dai media. Mentre la stampa raccontava di un “caos in Curia”, ho assistito al contrario: Superiori che rinnovavano la fiducia ai propri Collaboratori, incoraggiandoli a mantenere un contegno. Naturalmente esisteva un ragionevole livello di preoccupazione: le dimensioni del problema dovevano essere capite e intanto, la pressione dei mezzi d’informazione è stata intensa. Ciò nonostante, la Curia ha tenuto la testa alta”.

Per l’avvocato non si è assistito ad alcun “caos” o “effetto panico”.

“Posso anche aggiungere che, con l’arresto del colpevole, non lo hanno trattato come un capro espiratorio. Invece, si sono sforzati di capire a fondo cosa era realmente successo”.

L’Avvocato Lena ha parlato anche di Ior: “Innanzi tutto, sarebbe scorretto entrare in questioni giudiziarie, anche perché da un po’ di tempo non fornisco consulenza legale allo Ior, ma continuo a seguire le questioni assegnatemi dalla Santa Sede”.

Inoltre parlare di una “campagna giudiziaria” è scorretto a mio avviso nei confronti della Magistratura italiana.

“Io spero solo che arriverà presto il momento in cui saranno superati gli stereotipi che troppo frequentemente influenzano questo genere di discorso”.

“Ritengo – ha spiegato l’Avvocato – un insulto il termine centrale di riciclaggio. Sono sicuro che il Papa Francesco, come il suo Predecessore, non tollererà attività illecite. Il concetto di un Vaticano “off-shore” è a dir poco offensivo. E va ricordato che sul piano internazionale la Santa Sede collabora nelle modalità previste dai Trattati che regolano le rogatorie internazionali, fatto riconosciuto da Moneyval ma spesso riportato in modo diverso dai media. E’ bene ricordare che la realizzazione di un solido sistema di ispezione di cui i Partner Internazionali possano fidarsi è in corso e mi auguro che nel prossimo futuro vedremo ulteriori miglioramenti al sistema antiriciclaggio”.

Lena ha aggiunto che “esiste una percezione sbagliata che le riforme riguardano solo lo Ior. Le riforme necessarie riguardano anche AIF, quale Autorità competente e garante sul piano operativo della correttezza del sistema interno AML. I valutatori del Moneyval torneranno in Vaticano a fine anno per dare il loro parere su i passi compiuti nel corso di quest’anno”.

Sulla questione degli abusi sessuali, secondo Lena “insistere sul fatto che la Santa Sede non sia stata responsabile è ben diverso dall’affermare che non debba agire da protagonista nell’affrontare il problema. Infatti gioca, e credo che giocherà, un ruolo importante nell’aiutare le diocesi e gli Istituti Religiosi coinvolti a trovare soluzioni per individuare i colpevoli – quelli che Benedetto XVI ha definito criminali inqualificabili” e la “vergogna” della Chiesa – e per rafforzare ulteriormente i sistemi di prevenzione.

“Di fatto, la Santa Sede ha già preso diversi provvedimenti, tra i quali richiedere nel 2010 che ciascuna Conferenza Episcopale sviluppasse delle linee guida per favorire la protezione dei minori e tali requisiti stanno cominciando a dare i loro frutti. Immagino che l’eventuale adozione di ulteriori misure saranno prese in considerazione in futuro”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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