Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

L’Elemosiniere, strano “braccio” del Papa

Edizione del: 4 dicembre 2013

Il neo Arcivescovo Konrad Krajewski, di cui ci siamo già ampiamente occupati, per tutti in Vaticano è ancora oggi chiamato don Corrado.

Anche perchè “Il Papa mi ha detto ‘quando qualcuno ti chiama Eccellenza chiedi la tassa per i poveri: 5 euro!’”

Da qualche mese è il braccio caritativo del Papa, entrato, suo malgrado, dopo la sua missione a Lampedusa, sotto i riflettori di quotidiani e televisioni.

A lui si rivolgono i bisognosi per chiedere aiuto.

Francesco l’ha scelto proprio per questo e proprio per questo l’ha creato Vescovo, dandogli addirittura la dignità di Arcivescovo.

Ha scelto lui per questa missione caritatevole quando ha saputo della sua attività in favore dei barboni, ai quali, quando era un semplice monsignore che curava le cerimonie del Papa, portava il cibo tutte le sere nei dintorni di San Pietro.

Dalla sua nomina sono cresciute in Vaticano le richieste di un aiuto economico, richieste che provengono da ogni parte d’Italia.

Elimosiniere Krajewski 1L’anno scorso l’Elimosineria ha distribuito tra i poveri, principalmente di Roma, oltre 1 milione di euro, che sono andati a circa 6.500 persone, soldi provenienti, in parte, per 250mila euro, dalla vendita delle Pergamene con la Benedizione Papale, e il rimanente da donazioni.

Nei giorni scorsi Mons. Krajewski ha incontrato in modo informale un gruppo di giornalisti e ha raccontato loro di come il Papa vuole venga fatta la sua carità.

“Se dico al Papa che stasera esco per strada ad aiutare i poveri c’è sempre il rischio che voglia uscire con me. Lui è così, non pensa ai disagi…”, dice ai giornalisti lo strano braccio del Papa.

Al neo Arcivescovo i giornalisti hanno chiesto se Francesco sia mai andato con lui in incognito a portare aiuto ai poveri.

Il prelato ha risposto con un sorriso e ha aggiunto “passiamo a un’altra domanda”, facendo insorgere qualche dubbio nei giornalisti, anche perché, poco prima, a questo proposito, aveva detto: “Ci siamo subito resi conto che potevano esserci problemi di sicurezza, è una cosa difficile, complicata, anche se il Papa è così e non pensa ai disagi”.

Prontamente la Sala Stampa Vaticana, attraverso Padre Federico Lombardi, ha precisato che Papa Bergoglio “non esce” in occasioni serali con l’Elemosiniere nei giri che quest’ultimo fa nella città di Roma in aiuto di poveri e bisognosi.

“Il Papa – ha chiarito  Krajewski – ‘esce’ attraverso di me, `esce´ con le sue parole, `esce´ soffermandosi per ore in ogni occasione, come nelle udienze generali, ad abbracciare i malati e i sofferenti”.

 “Il Papa – racconta – mi manda quasi ogni giorno le buste con le richieste di aiuto, e spesso ci scrive sopra ‘Tu sai cosa devi fare’”,

Le richieste – quest’anno più che raddoppiate – devono arrivare per lo più dal parroco per avere una certificazione che siano autentiche, questo per evitare truffe.

“Quando abbiamo accertato l’autenticità mandiamo un assegno circolare al parroco che lo va ad incassare e porta l’aiuto, a nome del Papa”.

Il Vaticano quindi manda i soldi direttamente alle persone che lo richiedono, ma ai parroci, che gli devono portare di persona, come vuole il Papa, perché la Carità è fatta di sorrisi, non di soldi.

Elimosiniere Krajewski 2“Il Papa mi ha detto: nel tuo conto della elemosineria non ci devono essere soldi, non devi vincolare o investire, devi spendere. E spesso mi chiede: hai bisogno di soldi? Mi ha detto anche: tu fai il lavoro più bello di tutti”.

“Nel nostro ufficio lavorano 17 calligrafi e altre 11 persone: troppo poche, e rispondiamo a tutte le lettere. Inviamo ogni settimana un po’ più di 100 assegni”.

“Il Santo Padre dice: ‘Guardate, queste sono le mie braccia, sono limitate, se le prolunghiamo con quelle di Corrado possiamo toccare i poveri di tutta Italia’. E’ questa la mia missione. Francesco mi ha detto che la scrivania dell’ufficio posso pure venderla”.

Krajewski ha coinvolto in questa sua missione notturna anche alcuni  giovani delle Guardie Svizzere, i soldati del Papa, un servizio che compiono al di fuori dell’orario di servizio.

“La notte usciamo con una Fiat Qubo con targa del Vaticano, a bordo 4 volontari delle Guardie svizzere che parlano almeno 4 lingue, e fanno parte di un gruppo di 120 ragazzi meravigliosi che aiutano i vagabondi. Copriamo ogni zona di Roma”

Carità non significa solo dare qualche soldo ma “toccare nei poveri la carne di Cristo”, come ripete Papa Francesco.

“Un Cardinale mi ha raccontato che ogni giorno, in via della Conciliazione, dà a un povero due o tre euro. Ma io gli ho detto che per lui quelle monete sono nulla. Piuttosto, gli ho chiesto, perché non fa salire il povero a casa sua, magari lo porta in uno dei suoi tre bagni e lo lava?”.

Sembra che non ci sia stata risposta da parte del Cardinale.

 Franco Mariani

Elimosiniere Krajewski


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

You must be logged in to post a comment Login