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Le omelie natalizie di Bergoglio

Edizione del: 23 dicembre 2013

La rivista dei gesuiti “La Civiltà Cattolica” propone nel numero di dicembre  una riflessione alla luce di sei omelie pronunciate tra il 2001 e il 2006 dall’allora Cardinale Jorge Mario Bergoglio durante la Messa della notte di Natale.

Leggendo le sue parole  si comprende che la gioia del Natale “non è posticcia né indotta né elitaria, ma reale, autentica e diffusiva: la sua massima concretezza vive e si accende nella vita di tutti”.

Il Natale “è da sempre una festa popolare e di tutti, della gente semplice”, e per tutti è “una speranza”.

“Oggi – ha detto l’allora Card. Bergoglio – ci viene chiesto, davanti al Bambino”, di “farci carico, come Maria e Giuseppe, della speranza, forti della certezza che per Dio niente è impossibile, anche di fronte alla desolazione, alla distruzione, al rifiuto”.

Per Bergoglio il Natale ci fa capire che “Dio nasce ai margini” e “si palesa a un gruppo di poveri pastori che vivevano nell’incertezza e nella miseria, e non agli scrupolosi guardiani delle leggi e dei costumi”.

“Il significato profondo del Natale dunque ci spinge a considerare – la conclusione dell’editoriale – che gli eventi davvero centrali non avvengono mai al ‘centro’, ma nelle periferie, siano esse geografiche o esistenziali. Dio nasce in una periferia, da genitori rifiutati e davanti agli occhi di animali, in una mangiatoia ai margini di un paesetto”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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