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Latte, miele e falafel

Edizione del: 21 giugno 2013

Una piccola Nazione, ma di grande rilievo sullo scacchiere internazionale, spesso percepita come un blocco monolitico, schierato a difesa della propria identità e del proprio modo di vedere il mondo: questa è l’immagine che molti hanno di Israele.

Un’immagine che corrisponde assai poco alla realtà: proprio a causa della sua identità costruita da genti che vengono da ogni dove, Israele è invece un mosaico, un tessuto complesso, che Elisa Pinna esplora nel suo libro.

Pinna, giornalista dell’Ansa, specialista di questioni Mediorientali e mediterranee e con lunga esperienza nella copertura del Vaticano, si avventura tra le facce meno note del presunto monolite, e le scopre molto diverse una dall’altra: dagli Ebrei ultra-Ortodossi ai laici, agli abitanti dei Kibbutz, dai Drusi ai Cristiani di espressione Ebraica, ai tanti gruppi di immigrati Ebrei spesso diversissimi – si pensi a quelli di origine araba e agli ex residenti dell’Urss – gli uni dagli altri.

Con una prefazione della giornalista israeliana Amira Hass, una voce critica della realtà israeliana, “Latte, miele e falafel” si snoda non come un saggio, pur essendo ricco di informazioni sulla storia politica e sociale della Nazione e delle sue componenti, ma come un racconto, con le sue voci, i suoi protagonisti, le curiosità che emergono da luoghi e comunità sconosciute ai più.

Le varie tribù si raccontano, dal tassista Yacoub, di origine irachena, a Henia Rabouv, 103 anni, nata nell’anno della fondazione del primo Kibbutz, ai beduini del deserto del Negev che rifiutano di farsi inurbare dall’Esercito israeliano, ai Cristiani arabi, “una minoranza nella minoranza”, nelle parole di Boutros Marcuzzo, Vescovo Ausiliare di Gerusalemme dei Latini, fino ai nuovi immigrati asiatici, portatori di Religione Cristiana e forse tra le persone più marginali nella Israele di oggi.

Per non parlare degli Islamisti cittadini israeliani, che stanno aumentando tra la minoranza araba e che vagheggiano una riunificazione con i palestinesi dei Territori e un paese a maggioranza Musulmana.

Il conflitto Mediorientale, che ha in Israele uno dei protagonisti-chiave, ha proprio nello stereotipo e nel rifiuto della conoscenza reciproca uno dei suoi nodi indissolubili.

“Latte, miele e falafel” è un prezioso contributo per smantellare percezioni troppo spesso superficiali e può divenire un’utile bussola per viaggiatori curiosi e desiderosi di porsi qualche interrogativo in più e di scoprire altre realtà di uno dei Paesi più affascinanti, emozionanti e lacerati del mondo.

Leggendolo, si capisce come un’immagine pre-costruita – degli israeliani come degli arabi – non renda un buon servizio all’informazione, alla comunicazione tra diversi e, in ultima analisi, al faticoso cammino della pace.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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