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Ladri in canonica

Edizione del: 27 dicembre 2013

Don Emilio Merisi, parroco di Commesaggio, in provincia di Mantova, ha fatto appena in tempo a togliersi i paramenti, due passi in Canonica ed ha visto il disastro: i ladri avevano buttato all’aria tutto. Stessa scena nell’appartamento, completamente a soqquadro.

Il colpo alla parrocchia di Commessaggio (Mantova) è stato messo a segno sabato 21 dicembre, durante la Messa delle 17.

I ladri sono passati dalla porta posteriore della Canonica che si affaccia sui campi da beach volley, protetti dal buio.

Hanno scardinato 2 porte, una dopo l’altra: la porta d’ingresso e quella dell’archivio, hanno calcolato esattamente i tempi, quella della Messa prefestiva, e hanno potuto agire con grande calma.

Prima hanno passato al setaccio la stanza della Canonica, poi sono passati all’abitazione di don Emilio.

È qui che hanno trovato quello che cercavano: un Crocefisso d’oro, alcune catenine, anche queste d’oro, e una somma in contanti.

“Non una grossa somma – precisa don Emilio – ma il danno è comunque grave. Una parte erano i soldi delle offerte, un’altra, quella più consistente, erano dei soldi che io custodisco per un anziano del paese: era una quota della sua pensione”.

I soldi erano nascosti in un cassetto, ma i ladri, con il tempo che hanno avuto a disposizione, non hanno incontrato troppe difficoltà a trovarli e ad arraffarli.

L’opinione di don Emilio è che ad agire non siano stati dei delinquenti incalliti né professionisti, ma degli sprovveduti invogliati dalla totale mancanza di sistemi di sicurezza nella Canonica.

“C’erano altri oggetti di valore, ma non li hanno presi. Secondo me non se ne sono nemmeno accorti”.

I Carabinieri non escludono che possa trattarsi delle stesse persone che la settimana scorsa avevano preso di mira la chiesa di Rivarolo.

Qui il parroco, don Luigi Carrai, dopo aver aperto la chiesa era andato a dir Messa alla Casa di Riposo.

Non avendo messo la spranga di ferro che sigilla la Sagrestia, i ladri – qualcuno avrebbe visto una donna accompagnata da un bambino poi ripartita su un’Audi – avevano sfondato la porta chiusa con il catenaccio e si erano diretti alla cassaforte.

Si erano accontentati di rubare davanti all’altare alcune borsine che i bambini avevano portato per Santa Lucia per i coetanei della Sierra Leone.

Qualche giorno prima, invece, avevano rubato dalla cassaforte tutte le offerte della settimana.


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