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La miracolata da Wojtyla

Edizione del: 6 luglio 2013

Tanto Floribeth Mora, la donna costaricana la cui guarigione inspiegabile è stata riconosciuta come un miracolo attribuibile a Giovanni Paolo II per proclamarne la Santità, come suo marito Edwin raccontano che non solo hanno pregato a Wojtyla per chiedergli la sua intercessione ma inoltre gli è parso di sentire “la voce” del Papa polacco che diceva loro di “non avere paura”.

In una lunga intervista al canale messicano Televisa, Floribeth ha raccontato come nell’aprile del 2011 avesse subito un grave ictus cerebrale riguardo al quale i suoi medici le avevano detto che “non potevano fare nulla” perché “dovevano chiudere una arteria con un clip di alluminio per evitare l’emorragia, ma non lo potevano fare perché si trovava in un posto inaccessibile nel mio cervello”.

I medici dissero a suo marito che la situazione grave e, come racconta Edwin “io le dicevo ‘amore mio, io ti aiuterò’ ma dentro di me pensavo ‘cosa posso fare?’, ero come rinchiuso in un circolo”.

Affranto, il marito di Floribeth era uscito dall’ospedale e, seduto una panchina, si era messo a piangere: “ho abbassato la testa e ho pianto per un po’, e dicevo ‘Dio mio, aiutami, Karol Woytyla aiutami, non lasciarmi solo, per me sei un Santo’” e di colpo “ho sentito una voce che mi diceva ‘Non avere paura, portatela a casa, portatela a casa’”.

Edwin riportò la moglie a casa, dove la donna rimase sotto l’effetto dei calmanti ma poche settimane dopo l’ictus, il primo maggio del 2011, decise di rimanere sveglia per seguire in preghiera la cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II, mentre la famiglia era andata in uno stadio locale dove era ritrasmessa.

“Gli chiedevo che mi aiutasse, perché non volevo morire, volevo stare con i miei figli, volevo conoscere i due nipotini che erano in arrivo, non volevo lasciare il mio figlio più piccolo, che è quello che più mi preoccupava. Quel giorno chiesi a Giovanni Paolo che mi aiutasse a far sì che Dio ascoltasse la mia supplica”, ha raccontato Floribeth.

La mattina dopo, al suo risveglio, la donna ha visto una rivista accanto al letto con una foto di Wojtyla in copertina e “sentivo una voce che mi diceva ‘Alzati, non avere paura’ e con le mani mi faceva un gesto. Sono rimasta sorpresa e continuavo a guardarlo sulla rivista e gli ho detto ‘Sì, Signore’ e mi sono alzata”.

I medici che seguivano il caso della donna costaricana hanno poi certificato che il suo ictus cerebrale era guarito in un modo non spiegabile dalla scienza.

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