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La lampada votiva S. Francesco

Edizione del: 3 ottobre 2013

Nei pressi della tomba di San Francesco, ad Assisi, arde una lampada votiva alimentata dall’olio che i Comuni d’Italia offrono ogni anno, attraverso le Regioni, che, a turno, li rappresenta in occasione della festa del Patrono d’Italia, il 4 ottobre di ogni anno.

Una luce nella Cripta di Francesco, un modo per invitare alla preghiera, come per dire al Poverello di insegnarci a vedere il fratello che sta accanto a te: .

Quest’anno tocca all’Umbria, e proprio alla presenza di Papa Francesco.

In questa occasione il Sindaco della città Capoluogo della Regione che offre l’olio, riaccende la lampada votiva che rischiara la Cripta dove riposano le spoglie mortali di Francesco e che, per 1 anno, arderà con l’olio offerto, a nome di tutti gli italiani, dagli abitanti di quella Regione.

La suggestiva cerimonia si ripete dal 4 ottobre 1939, anno in cui, il 18 giugnio, Papa Pio XII proclamò Francesco d’Assisi Patrono Primario d’Italia.

Il compito di realizzare la lampada votiva fu affidata all’Architetto Ugo Tarchi.

La lampada votiva è alta 1 metro e 20 centimetri, è in bronzo lucido ed argento.

L’asse centrale, forgiato a Croce, s’innalza dal centro della tazza che, nella sua forma semisferica simboleggia il mondo.

In alto, la corona d’Italia reca, nei 4 scudetti, lo stemma di Casa Savoia, il Fascio Littorio, la Lupa Romana e lo stemma della città di Assisi.

Sull’orlo della coppa staccano contro il fondo luminoso dell’alabastro le parole del verso dantesco: “Altro non è che di suo lume un raggio”.

Al di sotto della coppa c’è la frase: “I Comuni d’Italia al Santo”.

Al di sopra della tazza, 3 colombe d’argento sostengono col becco una corona di ulivo, sovrano e universale simbolo di pace.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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