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Kirill: no intromissioni politiche

Edizione del: 1 marzo 2014

Patriarca KirillDopo 3 mesi di forti proteste e violenze, negli ultimi giorni in Ucraina è stato destituito il Presidente e indette nuove elezioni.

Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill ha lanciato un appello all’unità della Chiesa in Ucraina e alla pace nel Paese.

Il Primate si è inginocchiato all’altare e pregato Dio affinché doni la sua luce alle menti “annebbiate dalla violenza”.

“Da 20 anni sul territorio dell’Ucraina si registrano processi politici non facili, e il cui risultato è stata la tragica divisione della nostra Chiesa”, ha detto il Patriarca riferendosi alla divisione degli Ortodossi ucraini in 3 diverse realtà, frutto della tormentata storia politica del Paese nell’ultimo secolo, sempre in bilico tra una fragile autonomia e il legame con l’ingombrante vicino russo.

Si tratta della Chiesa Ortodossa Ucraina-Patriarcato di Kiev, non riconosciuta dalle altre Chiese e osteggiata da Mosca; quella Ortodossa Ucraina-Patriarcato di Mosca e quella Ortodossa Ucraina Autocefala, vicina a Costantinopoli.

“Negli ultimi anni ci sono stati tentativi di utilizzare il potere politico per risolvere la questione della Chiesa in Ucraina – ha ricordato Kirill – voglio dire oggi, rivolgendomi a tutto il popolo ucraino: il potere politico non deve interferire nelle questioni Ecclesiastiche”.

“Con la forza non è possibile risolvere i problemi della Chiesa. l’unità non può essere raggiunta con azioni violente – ha aggiunto -E’ necessario che la Chiesa da sola, senza fare affidamento su fattori esterni, risolva le questioni che ha di fronte”.

“Oggi, come in passato, mi rivolgo ai fratelli e  alle sorelle in Ucraina che si trovano nello scisma, con un appello all’unità – ha concluso – Ma non a quell’unità, risultato del cambiamento della congiuntura politica, non a quella che fa affidamento sulla violenza, ma a quell’unità che sgorgherà da un sincero desiderio di tornare ai principi canonici, senza i quali la Chiesa non può vivere”.

L’appello di Kirill è stato letto anche in tutte le chiese del Patriarcato di Mosca.

Al termine della liturgia si è pregato per i morti, 88, delle 48 ore di violenze a Kiev.

Per le strade e la piazza del Maidan vi erano molte edicole e mazzi di fiori che ricordavano i caduti, i “Martiri”.

La rivolta in Ucraina ha visto un’inedita alleanza tra le Chiese del Paese.

Monaci e preti sono scesi in piazza a pregare e hanno tentato la mediazione tra polizia e  manifestanti,  tra Opposizione e Governo.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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