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Kalashnikov pentito con Chiesa

Edizione del: 16 gennaio 2014

Mikhail Kalashnikov, progettista del leggendario fucile d’assalto AK-47, ha scrittto al Capo della Chiesa Ortodossa Russa qualche mese prima di morire, esprimendo il suo timore di essere responsabile personalmente di tutte le morti causate dall’arma.

Kalashnikov, morto a dicembre scorso, all’età di 94 anni, ad aprile ha preso carta e penna per una lunga e commovente lettera al Patriarca Kirill.

“Il mio dolore spirituale è insopportabile. Continua ripresentarsi la stessa domanda senza risposta: il mio fucile ha tolto la vita di persone, quindi è possibile che io sia colpevole per la morte di quelle persone, anche se erano nemici?” si chiede l’anziano.

La lettera scritta a macchina su carta intestata di Kalashnikov, è firmata con mano malferma dall’uomo che si definisce “servo di Dio, progettista Mikhail Kalashnikov”.

Kalashnikov, al cui funerale ha partecipato anche il Presidente Vladimir Putin, concepì il mitragliatore, semplice e robusto, dopo aver sperimentato l’assenza di armi adeguate nell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’AK-47 è fabbricato in tutto il mondo senza brevetto ed è diventato l’icona dei Movimenti armati di rivolta, anche quelli che utilizzano bambini soldati.

Kalashnikov ha scritto di essere entrato in chiesa per la prima volta a 91 anni e di essere stato battezzato in seguito.

Il Portavoce del Patriarca, Alexander Volkov, ha detto che il capo della Chiesa Ortodossa Russa ha ricevuto al lettera e risposto personalmente.

“La Chiesa ha una posizione molto chiara: quando le armi servono per proteggere la madrepatria, la Chiesa sostiene sia il loro creatore sia i soldati che le usano” ha detto Volkov.

“Progettò il fucile per difendere il suo paese, non perché i terroristi lo potessero usare in Arabia Saudita”.

Dopo la caduta dell’Urss la Chiesa Ortodossa ha riguadagnato il suo spazio a fianco del potere politico.

Quando Kalashnikov fu trattato come un eroe dalle Autorità sovietiche, sarebbe stato impensabile per lui dichiararsi credente.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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