Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Ior: arrestato alto prelato

Edizione del: 28 giugno 2013

Tra gli arrestati di questa mattina nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta romana sullo Ior c’è Monsignor Nunzio Scarano, sacerdote salernitano, addetto dell’Apsa, l’Organismo che gestisce l’intero patrimonio mobiliare e immobiliare del Vaticano, la vera banca centrale della Santa Sede.

Due settimane fa era già stato era stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Salerno, con l’accusa di riciclaggio.

Un fatto che Oltretevere, nel tempo della trasparenza di Papa Francesco, non è passato inosservato.

E così oltre alle inchieste all’ombra del Torrione di Niccolò V, Sede dello Ior, l’arresto di Monsignor Nunzio Scarano ha posto nuovamente l’attenzione sui Palazzi Vaticani, toccando stavolta l’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

In realtà il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell’Apsa e già Vescovo di Savona oltre che uomo di fiducia del Cardinale Tarcisio Bertone, aveva sospeso Scarano dal suo incarico di Responsabile del servizio di contabilità analitica all’Organismo Vaticano che gestisce le proprietà della Chiesa.

Per il Prelato salernitano la sospensione dal servizio è scattata circa un mese fa, quando i suoi Superiori furono informati del suo coinvolgimento in un’indagine della Magistratura.

Per regolamento della Santa Sede, quando una persona è inquisita si procede alla sospensione cautelativa.

L’arresto di Scarano arriva proprio all’indomani della decisione di Papa Francesco di istituire una Commissione per la riforma dello Ior.

Nel caso dell’arresto di Monsignor Nunzio Scarano, la Santa Sede ha ritenuto di non avvalersi degli articoli 10 e 11 del Trattato Lateranense – rimasto in vigore anche dopo la revisione del Concordato – che dichiarano “gli Enti Centrali della Chiesa Cattolica esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano” e i Dignitari Vaticani “non soggetti a nessun impedimento, investigazione o molestia da parte delle Autorità italiane”.

Le norme affidano però alla Santa Sede il riconoscimento di tale immunità, che in teoria “si applica pure ai Funzionari di ruolo dichiarati dalla Santa Sede indispensabili”.

Evidentemente sospendendo il Prelato dall’Apse, la Santa Sede ha ritenuto invece di assoggettarlo in tutto alla legislazione italiana.

Non così era avvenuto a metà degli anni ‘80 per Monsignor Marcinkus, allora Presidente dello Ior, che fu invece sottratto all’arresto.

Monsignor Nunzio Scarano non è mai stato un funzionario dello Ior ma, come hanno spiegato gli Inquirenti della Procura di Roma, è titolare di conti correnti presso lo Ior, la banca del Vaticano.

In particolare Scarano ha un fondo personale e un altro fondo dove riceve delle donazioni per gli anziani. Il tentativo di importare i soldi dalla Svizzera era stato programmato nei minimi dettagli e Zito aveva contattato anche un miliare che avrebbe dovuto fare da scorta armata all’auto che da Roma avrebbe portato il denaro nell’abitazione di Scarano.

Scarano era in grado di trasferire ingenti somme di denaro in Italia anche dallo stesso Vaticano.

In un caso, hanno accertato gli investigatori della Guardia di Finanza, Scarano, titolare di due fondi presso lo Ior, ha prelevato 560mila euro in contanti che servivano per liquidare i Soci di una Società di Salerno che voleva abbandonare.

Per giustificare il contante, dopo averlo trasferito con una borsa da Roma a Salerno, Scarano lo ha consegnato, dividendolo, a una quarantina di fiduciari.

I fiduciari hanno poi riconsegnato a Scarano il denaro sotto forma di donazioni.

Sacerdote dal 1987, Mons. Nunzio Scarano prima di prendere i voti è stato funzionario di banca.

Secondo l’ipotesi investigativa, in realtà queste donazioni sarebbero servite a mascherare un maxi riciclaggio di denaro, che ruotava proprio intorno alla figura di Scarano.

Il Prelato – sempre secondo l’ipotesi investigativa – avrebbe contattato alcune decine di persone, 56 gli indagati tra Salerno e provincia, e avrebbe chiesto a ognuno di loro la compilazione di un assegno circolare da 10mila euro, spiegando di dover ripianare i debiti di una Società Immobiliare titolare di alcune case nel centro di Salerno.

Quegli assegni, però, sarebbero stati solo una partita di giro, perché al momento della consegna i “donatori” avrebbero trovato sul tavolo l’equivalente in contanti, per risarcirli in toto dell’esborso.

Mons. Scarano ha sempre negato ogni addebito.

Nell’inchiesta della Procura di Salerno Mons. Scarano è difeso dall’Avvocato Silverio Sica

Una “vocazione adulta”, come si dice in gergo Ecclesiale. Prima di prendere i voti, nel marzo del 1987, Monsignor Nunzio Scarano, 61 anni è stato impiegato dell’ex Banca d’America e d’Italia.

Originario di Salerno, il Prelato è incardinato nell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ma da tempo vive a Roma, nella Domus Internationalis Paulus VI.

Ma non solo,  avrebbe infatti interessi nel mondo immobiliare e sarebbe proprietario del novanta per cento del capitale della Nuen, la cui sede è ubicata a Salerno e che dall’ottobre 2012 è attiva per la costruzione di immobili residenziali.

La Santa Sede non ha finora “ricevuto alcuna richiesta dalle Autorità italiane” per le indagini su Mons. Nunzio Scarano “ma conferma la sua disponibilità alla piena collaborazione”, questa la nota diffusa oggi dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, dopo l’arresto del Prelato salernitano.

L’Aif, prosegue Lombardi, “segue il problema, per prendere, se necessario, le misure appropriate di sua competenza”.

Lo Ior intanto fa sapere tramite un portavoce di aver avviato “un’inchiesta interna, in linea con la politica di tolleranza zero promossa dal Presidente Ernest Von Freyberg”.

Sotto esame con ogni probabilità le movimentazioni dei conti di Scarano, visto che le accuse collegate all’arresto ipotizzano i reati di “corruzione, truffa e calunnia”, e la “banca Vaticana” ha interesse a verificare che i suoi conti non siano stati usati per scopi illeciti.

Tra l’altro Papa Francesco ha ricevuto in venerdì mattina per una udienza già in tabella, Carl Anderson, della Organizzazione statunitense dei Cavalieri di Colombo, che è anche Membro del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior, il “board” di laici a cui compete la supervisione sulle attività dell’Istituto per le Opere di Religione.

La Commissione per lo Ior è stata istituita da Papa Bergoglio “seguendo l’invito del nostro Predecessore Benedetto XVI – ha scritto il nuovo Papa – di consentire ai principi del Vangelo di permeare anche le attività di natura economica e finanziaria”.

Portare a compimento la trasparenza finanziaria della Santa Sede, importante riforma cominciata da Papa Ratzinger, è uno dei lasciti del Papa Emerito al Successore, che l’ha messa con certezza tra le prime questioni del Pontificato.

L’Apsa è stata creata da Paolo VI con la Costituzione Apostolica Regimini Ecclesiae Universae del 15 agosto 1967.

La Costituzione Apostolica Pastor Bonus di Giovanni Paolo II del 28 giugno 1988 ne tratta agli articoli dal 172 al 175.

Ma è da Leone XIII che nasce l’amministrazione dei beni del Vaticano: con Chirografo del 9 agosto 1878 nominava il Cardinale Nina, Suo Segretario di Stato, Prefetto dei Sacri Palazzi e Amministratore del Patrimonio rimasto alla Santa Sede dopo il 1870.

E con successivi passaggi si è arrivati alla struttura attuale.

L’Ufficio consta di due Sezioni, quella Ordinaria e quella Straordinaria, sotto la guida di un Prelato Segretario, Mons. Luigi Mistò.

La Sezione Ordinaria, sotto la guida diretta di un Delegato, Mons. Massimo Boarotto, adempie i compiti prima riservati all’Amministrazione dei Beni della Santa Sede: amministra i beni che le sono affidati avvalendosi, quando sia opportuno, della collaborazione di esperti; cura la gestione del personale attivo della Santa Sede; sovraintende alle direzioni amministrative che fanno capo ad essa; provvede a quanto è necessario per l’attività dei Dicasteri; cura gli aspetti tecnici, la manutenzione e lo sviluppo dell’infrastruttura telematica per la presenza della Santa Sede nella rete Internet; cura inoltre la contabilità e redige il bilancio preventivo e consuntivo.

La Sezione Straordinaria, sotto la guida diretta di un Delegato, il Commissario Paolo Mennini, adempie i compiti prima riservati all’Amministrazione Speciale della Santa Sede.

Questa fu costituita da Pio XI con Motu Proprio del 7 giugno 1929 allo scopo di gestire i fondi versati dal Governo Italiano alla Santa Sede in esecuzione della Convenzione finanziaria allegata al Trattato del Laterano dell’11 febbraio 1929.

La Sezione Straordinaria amministra i beni mobili propri e quelli ad essa affidati da altri Enti della Santa Sede.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login