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Ior: al Papa niente carte

Edizione del: 12 maggio 2013

Papa Francesco non ha finora chiesto nulla, carte, informazioni o altro, all’Istituto Opere di Religione, né direttamente, né attraverso altri canali ufficiali o non: l’unica cosa che Bergoglio ha fatto nei confronti dello Ior è di aver celebrato due Messe mattutine a Santa Marta per i Dipendenti, anche per rinsaldare una “consolidata amicizia”.

Viene anche da ambienti dell’Istituto la conferma di quanto detto nei giorni scorsi dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, che aveva definito “prive di qualsiasi fondamento” le “notizie riportate da alcuni organi di informazione, secondo cui il Papa starebbe conducendo in questo periodo un esame dell’attività dello Ior e avrebbe chiesto documentazione sui correntisti. Altre – aveva detto Padre Lombardi – sono le priorità di interesse più ampio del Governo della Chiesa a cui il Papa sta dedicando attualmente la sua attenzione e le sue forze, anche se naturalmente incoraggia la prosecuzione dell’impegno di trasparenza nelle attività amministrative e finanziarie della Santa Sede e delle diverse Istituzioni Vaticane”.

Oltre le Mura del Torrione di Niccolo V, comunque, è forte lo stupore per alcune prese di posizione che si sono registrate negli ultimissimi tempi da parte di personalità, anche interne al mondo della Chiesa Cattolica, finalizzate alla “chiusura” dell’Istituto o ad un suo forte ridimensionamento.

Personalità che, viene fatto notare, utilizzano da anni i servizi bancari dello Ior e che proprio per questo motivo conoscono bene le attività che sono svolte dall’Istituto, in quali ambiti e con quale “filosofia”.

Ed è sulla mission “trasparenza” che in questi giorni si sta continuando a lavorare allo Ior: da una parte con una piena collaborazione e un continuo contatto con l’Autorità di informazione finanziaria, Aif, il controllo interno del Vaticano.

D’altra con una rinnovata attenzione alla comunicazione da parte dei Vertici dell’Istituto.

Che dopo mesi di turbolenza, seguite alla traumatica uscita dell’ex Presidente Ettore Gotti Tedeschi, sta attraversando un periodo di lavoro intenso con il nuovo Presidente, il tedesco Ernst von Freyberg.

Rimane certo, però, che il Papa sta continuando a lavorare per avere un quadro esaustivo della situazione complessiva del Vaticano, grazie anche alle udienze che sta avendo con tutti i Capi Dicastero: e c’è da credere che un suo intervento incisivo si avrà dopo che ad ottobre riunirà in Vaticano la Commissione Cardinalizia, da lui stesso convocata per la riforma della Curia.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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