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Intrighi Vaticani in un libro

Edizione del: 23 ottobre 2013

Pensate che i corvi, gli scandali dei preti pedofili, le bufere sulla gestione dello Ior abbiano segnato, nel recente passato, una delle stagioni più tormentate della Chiesa Cattolica?

Le cose non stanno proprio così, perché dietro le spesse mura del Palazzo Apostolico – come ricorda un adagio in voga tra i Porporati – “non esiste una prima volta, tutto è già successo”.

Con grande efficacia e ricchezza di dati, il libro “Intrighi Vaticani”, scritto a quattro mani da due esperti Vaticanisti, Fausto Gasparroni e Nina Fabrizio, mostra – attraverso un’ampia raccolta di vicende e misteri particolarmente significativi – come la barca di Pietro abbia navigato da sempre tra mille tempeste e spesso abbia rischiato di affondare.

Di episodio in episodio, il lettore si avventura nella storia più oscura della Chiesa, tra attentati, Papi uccisi o incarcerati, congiure di Corte.

Ci sono storie degne di un horror, come quella del povero Papa Formoso, morto, probabilmente avvelenato, nell’896 e sospettato di aver favorito il partito filo-germanico.

Proprio per questa sua presunta colpa, il Successore Stefano VI decise di riesumare il cadavere in decomposizione, rivestirlo e portarlo su una poltrona nella Basilica di San Giovanni, dove avvenne un processo macabro che si concluse con una condanna.

Formoso fu dichiarato indegno del Pontificato, il suo corpo venne mutilato, fatto a pezzi e buttato nel Tevere, salvo poi essere ripescato e riportato nelle tombe di San Pietro dal nuovo Papa Teodoro II.

Una sezione del libro, “Pecunia non olet”, è dedicata alle truffe finanziarie e certi fatti del passato rivelano una straordinaria analogia con la cronaca del presente.

Come ad esempio l’epopea del Cardinale Giacomo Antonelli, “Tesoriere” di Gregorio XVI e poi di Pio IX.

Il Porporato si rivelò un così abile Amministratore delle Finanze Vaticane che non solo rimpinguò le casse di San Pietro, ma riuscì a ritagliarsi anche una sostanziosa tangente per se stesso, la sua amante parigina ed una figlia segreta.

Tutto ciò molto prima che comparissero i vari Monsignor Scarano.

Come pure si scopre che Paoletto, il Cameriere di Benedetto XVI accusato nel 2012 di aver passato alla stampa le carte segrete di Ratzinger, ha un predecessore di peso nelle cronache Vaticane: infatti Benedetto XV, il Pontefice della Grande Guerra 1915-18, si ritrovò in casa una spia degli Imperi centrali.

Anche qui si trattò del suo Cameriere, un bel Monsignore bavarese di nome Rudolph von Gerlach, che teneva le fila di una rete di spionaggio a favore dell’Austria e della Germania.

Il libro è una miniera di fatti e misfatti, dal tentativo Nazista di rapire Pio XII al cosiddetto periodo di “pornocrazia romana”, quando a dettar legge nelle stanze Vaticane erano le concubine e le cortigiane dei Papi.

Ma è anche un resoconto aggiornato di tante vicende che all’ombra di San Pietro attendono ancora risposte, come il caso del rapimento di Emanuela Orlandi o il mistero dell’attentato a Giovanni Paolo II.

Tra gli “intrighi” Vaticani ci sono poi le avventure finanziarie, che in particolare dopo l’elargizione concordataria hanno portato la Santa Sede a imbarcarsi in affari spregiudicati tra investimenti immobiliari, operazioni sui mercati internazionali e forti sospetti di riciclaggio di fondi illeciti.

Passando per l’epoca buia dello Ior ai tempi di Michele Sindona e Paul Marcinkus.

Si tratta di un testo che appassiona e fa riflettere.

Come osservano gli autori nell’introduzione, gli intrighi e i misteri di oggi si specchiano infatti in secoli di storia, nella sporcizia accumulatasi in quella barca di Pietro che Papa Francesco vuole oggi ripulire per riportare il Vaticano “su una rotta sicura, più fedele alla sua missione Cristiana”.


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