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Intervista prima direttrice Santa Marta

Edizione del: 8 giugno 2013

Suor Manuela Latini, delle Sorelle della Carità, fiorentina “pura – come ama definirsi – nata in via dell’Orcagna”, oggi vive a Scandicci, alle porte di Firenze, ma per tanti anni è stata un personaggio di spicco nel piccolo Stato del Vaticano, dirigendo Santa Marta, l’albergo più esclusivo di Roma, l’unico presente in Vaticano, con  marmi bianchi alle pareti, suites silenziose color pastello.

In assoluto è stata lei la prima direttrice di Santa Marta.

La prima volta che l’ho incontrata è stata nel 2011.

Da quell’incontro sono scaturite due interviste, la prima pubblicata nel 2012 dal Nuovo Corriere di Firenze,  la seconda dal quotidiano d’informazione regionale Stamptoscana.it, che ripropongo qui di seguito, con qualche nuova piccola integrazione.

Casa Santa Marta, nata nel 1996 abbattendo l’antica struttura del 1891, con la finalità principale di ospitare, durante il Conclave, i Cardinali, e che in realtà funziona come foresteria di lusso per ecclesiastici ma anche per i laici, donne comprese, ammessi però sempre ed esclusivamente dal Vaticano, essendo una struttura alle dirette dipendenze della Segreteria di Stato.

santa_marta_2Con le sue 105 suites, 26 camere singole e un appartamento di rappresentanza, dislocati su cinque piani, e un buon ristorante,  con Papa Francesco Santa Marta, dal marzo 2013,  è diventata la nuova residenza del Pontefice, che trova troppo grande e dispersivo l’appartamento papale situato all’ultimo piano del Palazzo Apostolico.

Suor Manuela è’ entrata in contatto con quasi tutto il Collegio Cardinalizio, con buona parte dei Vescovi del mondo, e con quasi tutti i personaggi illustri venuti in visita in Vaticano.

Entrata in convento a 25 anni, poco prima dell’alluvione del 1966, ha un ricordo tutto personale del Cardinale Joseph Ratzinger: “Molto riservato, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Anche quando lo ricontrai dopo qualche anno che ero ritornata a Firenze, al monastero di Rosano, che lui amava frequentare da Cardinale, fu molto affabile con me. Mi piacerebbe poterlo rincontrare”.

papa santa martaAnche dell’aretino Domenico Giani, attuale Comandante della Gendarmeria Vaticana ha un ricordo particolare, come del premio nobel Rita Levi Montalcini: “Quando Giani arrivò in Vaticano, nel 1999, per i primi sei mesi ha abitato con la famiglia a Santa Marta. Un uomo di grande spiritualità e serietà”.

Quando ultimamente è tornata in Vaticano, molti custodi della Basilica e della Gendarmeria l’hanno riconosciuta, salutata, facendola giungere molto vicino all’altare papale.

“Ho trascorso nove anni in Vaticano, dal 1993 al 2002, quale Direttrice della Domus Sanctae Marthae. Prima di quell’incarico, anni 1984-1993, sono stata superiora provinciale della nostra circoscrizione religiosa di Siena. Appena ho terminato questo servizio, la Madre Generale mi chiese di venire in Vaticano per occuparmi di Santa Marta. A quel tempo, nei vecchi locali del Pontificium Hospitium Sanctae Marthae,  fondato il 10 marzo 1891 da Leone XIII, dove a prezzi modici, si ospitavano ancora i pellegrini che venivano a Roma, erano iniziati dei lavori di ristrutturazione”.

Praticamente ha visto costruire Santa Marta in quanto venne chiamata dalla Segreteria di Stato a questo compito nel 1993, quando l’immobile era ancora in costruzione.

santa_marta_3Me l’hanno dato vuoto – mi confida Suor Manuela – e mi è toccato arredarlo e farlo funzionare secondo i dettami di Papa Giovanni Paolo II, che tanto ha voluto questa struttura. Ho avuto anche la responsabilità di assumere tutto il personale, ben 30 persone. Abbiamo iniziato a maggio 1996, e dopo un mese circa ci siamo trovati a dover organizzare il primo pranzo con il Papa e 300 invitati. Fu una cosa sconvolgente per me”.

“Tutti gli ospiti del Papa sono stati da noi – ricorda – tutti i vescovi che sono venuti per i vari sinodi, con il Papa che veniva per il pranzo finale ed iniziale dei Sinodi. Santa Marta per me è stata una finestra sul mondo”.

Pranzo_Santa_Marta“Organizzare un pranzo ufficiale del Papa non era cosa semplice: dovevo preparare almeno 3 menu che andavano mandato poi alla Segreteria di Stato dove venivano attentamente vagliati e loro poi mi dicevano quale dovevo preparare, a volte integrandolo secondo i loro gusti”.

“Non era nemmeno facile tenere la contabilità, perché ogni persona che veniva ospitata, o pagava lui direttamente, oppure i vari dicasteri della Santa Sede che gli avevano invitati, Segreteria di Stato compresa”.

Il primo pranzo tra il Cardinale Piovanelli e il suo successore a Firenze, l’Arcivescovo Antonelli all’epoca alla Cei, dopo la nomina da parte del Papa, è avvenuto a Santa Marta, sotto gli occhi di Suor Latini.

Pur avendo lavorato all’interno del Vaticano Suor Manuela non ha mai preso la cittadinanza vaticana.

Suor Manuela ha un buon ricordo del Cardinale Re e dell’Arcivescovo Chelli, all’epoca entrambi alla Segreteria di Stato.

“Durante quei 6 anni in cui ho fatto partire Santa Marta mi è aumentato l’amore verso la Chiesa”.

Suor Manuela è rimasta alla guida di questo albergo esclusivo fino al 2002, poi è rientrata in Toscana.

Suor Latini con Papa FrancescoTre anni dopo, nell’aprile 2005, il primo Conclave, ma ormai, grazie al lavoro svolto da Suor Manuela tutto era pronto da anni, secondo i dettami voluti da Papa Giovanni Paolo II, e certificati da una fiorentina doc.

“Quando si rimane molto tempo in un posto si può diventare padroni e non servitori e la polvere di stelle si appiccica addosso. Ritirandomi invece ho conservato la fede e mi è aumentato l’amore alla Chiesa. Credo che dopo nove anni la polvere di stelle si attacchi, perché bene o male un certo potere lo si acquisisce. E quella è l’ora giusta per lasciare”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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