Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Intervista Arcivescovo Baldisseri

Edizione del: 18 giugno 2013

Intervista esclusiva di News Cattoliche all’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della Congregazione Vaticana dei Vescovi e Segretario del Collegio Cardinalizio, che abbiamo incontrato a Pisa, sua diocesi natale, dove ha presieduto nella Cattedrale le celebrazioni per il Patrono della città toscana, San Ranieri, e festeggiato il suo 50mo di sacerdozio.

Eccellenza Lei nasce a San Pietro in Campo, in comune di Barga, provincia di Lucca, diocesi di Pisa, e la sua famiglia è originaria del paese che ha dato i natali anche al Cardinale Paolo Bertoli, già Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Se la sente ancora addosso, dopo vari incarichi diplomatici all’estero, questa sua toscanità, e se si in che cosa si estrinseca?

“Beh…, in primo luogo per il modo mio di essere. Sono toscano e quindi anche di esprimermi: diretto e con un linguaggio molto pertinente. E questo in genere è apprezzato e direi che il riferimento di cui lei stava facendo al Cardinale Paolo Bertoli, è un riferimento che è interessante in quanto che, a Roma stessa gli altri Cardinali o persone che hanno conosciuto il Cardinale Bertoli a volte si riferiscono a me, come una specie di continuazione dello stile, del modo di essere e anche di esprimermi. Per me è un grande onore di avere questo riferimento. Fra l’altro anche per il fatto che mia madre proprio nativa di Poggio di Garfagnana, che è il luogo dove è nato e è vissuto Paolo Bertoli. C’era una differenza di 5-6 anni ma si sono conosciuti. E poi i parenti miei, di parte di mamma che erano appunto di Poggio di Garfagnana. Quindi ho avuto un contatto con il Cardinale Bertoli, il quale mi ha trovato già a Roma prima che lui sapesse del mio destino, di studiare a Roma e lì ci siamo conosciuti molto meglio. Riguardo alla mia funzione, del mio lavoro che ho fatto nella Chiesa, anche lì si riferisce assai a quello che il Cardinale Bertone ha appena compiuto. Lui pure, è stato un grande Diplomatico, poi è diventato Cardinale e Prefetto della Congregazione per i Santi e dopo Camerlengo di Sua Santità. E oggi io mi trovo qui, a Pisa, proprio per celebrare i 50 anni del mio sacerdozio”.

Con quali sentimenti nel gennaio 2012 ha appreso la notizia che il Papa la richiamava in Vaticano per due importanti incarichi ai vertici della Curia Romana, e se si aspettava questi due incarichi?

“Ma francamente non mi aspettavo l’incarico di Segretario per la Congregazione dei Vescovi e poi anche quella del Collegio Cardinalizio. Io ero Nunzio Apostolico in Brasile, dove sono rimasto 9 anni, ma dopo un lungo periplo mondiale, viaggiando e stando in 4 Continenti. Quindi sono stato all’estero per 39 anni. La Santa Sede, quindi il Papa, Benedetto, mi nominò Segretario della Congregazione per i Vescovi e del Collegio Cardinalizio, proprio l’anno scorso e sono rimasto grato, ma anche sorpreso, perché non avrei mai pensato a un tale incarico”.

Come si svolge il suo doppio incarico, soprattutto ci interessa quello del Sacro Collegio Cardinalizio, poco conosciuto, ma sicuramente affascinante?

“E’ vero, il ruolo più importante che ho svolto in questo anno, è logicamente relativo come Segretario della Congregazione per i Vescovi, in quanto che i due terzi dei Vescovi del mondo, passano attraverso la Congregazione di cui io sono Segretario, quindi le pratiche passano attraverso di me e questo è un incarico maggiore, però in quest’anno si è aggiunto l’altro incarico che è diciamo di spettanza al Segretario della Congregazione dei Vescovi, ma che ha assunto un’importanza veramente straordinaria. In un anno, sono occorsi quattro avvenimenti, che normalmente non accadono, ne accade uno forse. Quattro avvenimenti vuol dire questo: il primo Concistoro di Cardinali dell’anno scorso che era il 18 febbraio, dove Papa Benedetto, ha creato nuovi Cardinali. Il secondo Concistoro di Cardinali, che è avvenuto nel mese di ottobre. Poi un altro Concistoro, quello della Rinuncia del Papa, anche questo è un fatto straordinario e, finalmente il Conclave. Il Segretario del Collegio Cardinalizio, è automaticamente, in caso di Conclave, il Segretario del Conclave. Quindi, in un anno, mi sono occorse molte cose che di per sé, avvengono, come ripeto,  in lungo tempo. Allora, il ruolo stesso e la funzione del Segretario del Collegio, ha acquistato veramente un rilievo”.

Eccellenza Lei,  quale Segretario del Collegio Cardinalizio, è stato uno dei pochi presuli non Cardinali che hanno avuto l’onore e l’onere di entrare in Conclave. Senza infrangere il divieto pontificio – che ricordiamo ai nostri lettori prevederebbe la scomunica ipso facto per Lei e anche per noi –  com’è entrare in Conclave ed essere tra i primi ad omaggiare il nuovo Pontefice?

“E’ stato straordinario. Il Segretario del Conclave deve entrare a conclusione dell’elezione ed essere presente, quale Notaio, come Rappresentante Giuridico dell’atto ufficiale dell’elezione. Il neo Papa  è stato eletto dai Cardinali, ma l’atto giuridico è compiuto immediatamente dopo dinanzi al Segretario del Conclave e al Maestro delle Cerimonie, con due Assistenti. E li c’è la lettura della domanda del Decano, o  di chi fa le veci, se il nuovo eletto accetta l’elezione. Allo stesso tempo c’è la domanda anche dell’imposizione della scelta del nome. Io sono stato presente a questo atto. E questo atto poi è stato sigillato da un documento ufficiale nel quale appunto si parla della elezione del nuovo Pontefice: nome, cognome e data, firmato dal Segretario del Collegio Cardinalizio che in quel momento è Segretario del Conclave. Quindi per me, è stato veramente straordinario, un avvenimento che ha marcato la Storia, che ha segnato la Storia. Ho poi provato un’emozione molto grande al momento del rito dell’obbedienza di tutti i Cardinali al Papa. Anch’io alla fine, ho dovuto compiere questo gesto di riverenza al Papa, ed è stato in quel momento che il Papa ha preso il suo zucchetto, quello rosso cardinalizio, che aveva deposto per mettersi quello bianco da Papa, e l’ha posto sulla mia testa. E questo è un gesto che significa che prossimamente dovrebbe accadere qualcosa di importante per la mia persona”.

Ecco a proposito di questo episodio molto si è scritto sui giornali, forse anche a sproposito, di cosa effettivamente sia avvenuto quella sera nella Cappella Sistina, tenendo conto della tradizione, in merito al gesto dello zucchetto imposto dal Papa sulla sua testa, cosa che il neo  Papa nei secoli ha sempre fatto verso il  Segretario del Conclave, annunciando ufficialmente la sua nomina a Cardinale.  Si sente di dire qualcosa e di raccontare per la prima volta ufficialmente la verità?

“La tradizione era appunto quella di imporre lo zucchetto dell’eletto, che è uno zucchetto cardinalizio, al Segretario del Conclave. E questo è accaduto. I Cardinali  hanno commentato e hanno applaudito. Nel momento molti non sapevano che cosa accadeva, poi si sono accorti di questo gesto e hanno detto: ‘E’ stata recuperata la tradizione’, tradizione che si era interrotta con Giovanni XXIII”.

Nicola Nuti


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login